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La svolta Fed: interventi a oltranza

La Federal Reserve ha annunciato ieri sera il terzo piano di stimolo all’economia, che prevede l’acquisto di 40 miliardi di dollari al mese di titoli immobiliari. Fino a che, ha spiegato la Banca centrale americana, guidata dal presidente Ben Bernanke, il mercato del lavoro e l’economia non mostreranno «un sostanziale miglioramento», mentre le «tensioni sui mercati finanziari globali continuano a costituire rischi significativi al ribasso per le previsioni economiche degli Stati Uniti».
La notizia, molto attesa da giorni, ha dato le ali a Wall Street, ma è giunta quando in Europa i listini avevano già chiuso con risultati contrastati, con Milano in perdita dell’1%, mentre Londra ha guadagnato lo 0,65%. Sulle Borse europee hanno pesato i timori, nonostante le smentite del Fmi, di un terzo piano di aiuti alla Grecia. A ridosso dell’Ecofin di oggi e domani a Cipro, hanno contato anche i moniti della Banca centrale europea sui conti pubblici di alcuni Paesi.
«Se l’Italia prosegue con il programma di risanamento, riuscirà ad abbattere il debito pubblico fino a portarlo sotto al 100% del Pil entro il 2020», ha previsto ieri il bollettino della Bce. In una sezione sulla sostenibilità dei conti italiani e spagnoli, la Bce spiega che se il governo «non dovesse centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014», a causa di previsioni «troppo ottimistiche», si troverebbe «immediatamente esposta a rischi considerevoli per la sostenibilità del debito».
Per ora, i dati pubblicati da Bankitalia mostrano un miglioramento: nei primi sette mesi dell’anno le entrate sono salite di 7,7 miliardi (+3,6%), favorendo il calo del debito pubblico a quota 1.967,5 miliardi. I mercati hanno anche favorito un andamento positivo delle aste di Btp a 3 anni per 4 miliardi, con un calo dei rendimenti, sceso dal 4,65% al 2,75%, e lo spread fra Btp e Bund a quota 345 punti, anche per l’aumento dei tassi decennali tedeschi. Comunque sia, la Bce torna a «bacchettare» molti governi europei, perché «malgrado i buoni progressi», c’è «grande necessità di realizzare correzioni strutturali e di bilancio».
La Bce ribadisce con un riferimento velato anche all’Italia che occorre intervenire con «tempestività e determinazione» anche sui mercati dei beni e servizi e del lavoro nell’eurozona, al fine di «accrescere la competitività e conseguire una maggiore crescita durevole». Perché le riforme favoriscono il riequilibrio delle finanze pubbliche e il ritorno della fiducia nei mercati, in un momento delicato per l’economia europea, vista in calo dello 0,4% quest’anno.
Sull’economia di Eurolandia pesano i rischi di un aumento della disoccupazione, gli aggiustamenti dei bilanci, le tensioni nei mercati, e la discontinua ripresa mondiale. Per questo l’Eurotower esorta i governi, soprattutto la Spagna, ad essere «pronti» ad attivare i fondi salvataggi Efsf/Esm, «in caso di circostanze eccezionali», pur nel rispetto delle «condizioni rigorose ed efficaci». Necessarie, per far scattare gli acquisti di titoli nel mercato secondario da parte della Bce, e ridurre quindi gli spread, migliorando i meccanismi di trasmissione della politica monetaria. Pur rimanendo, scrive la Bce di rimando ai critici, «rigorosamente nei limiti del proprio mandato».

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