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La svolta Edison, adesso è francese

MILANO – Dalle parole ai fatti: da ieri è materialmente consumato il divorzio Edf-A2A su Edison, e Foro Bonaparte diventa francese. Ma anche per milanesi e bresciani si tratta di una svolta storica. Dopo quasi tre anni di lavoro dei manager, la multiutility dei Comuni lombardi diventa il secondo operatore elettrico italiano, dietro Enel, con 12 mila megawatt di potenza installata (e in compagnia di Iren). «Il punto di arrivo di un consolidamento industriale avvenuto in condizioni difficili», ha spiegato il direttore generale A2A Renato Ravanelli. «Chiuso il capitolo delle operazioni straordinarie – ha aggiunto – ora l’azienda può concentrarsi sullo sviluppo». Il fulcro dell’operazione è stato il passaggio del controllo di Edipower e delle sue centrali elettriche alla società lombarda (presidente è stato nominato Roberto Garbati per conto del socio di minoranza Iren), che a regime potrà così contare su un fatturato di 7 miliardi di euro e un margine operativo lordo di 1,2 miliardi l’anno. La cassa prodotta da Edipower (circa 250 milioni l’anno) farà sì che il suo debito annesso (un miliardo di euro circa) possa ridursi nel giro di 5 anni a 200 milioni. L’operazione, si assicura da A2A, consentirà di fare un salto produttivo notevole senza avere effetti peggiorativi sui ratios finanziari. Entro la fine dell’anno, per fare cassa, potrebbero poi essere ceduti altri asset secondari, mentre il piano industriale (ormai definito) prevede un impulso notevole al settore ambientale, magari con il coinvolgimento di qualcuno tra gli investitori finanziari che hanno già mostrato interesse.
Da ieri un altro tricolore sventola invece sullo storico palazzo di Foro Bonaparte, quello occupato negli anni dai Valerio, Cefis, Schimberni, Gardini, Bondi. «È la felice conclusione di trattative iniziate 12 anni fa, abbiamo preso senza premio il controllo dell’impresa», ha commentato il boss di Edf, Henri Proglio. Ma non è proprio così: la Edison che diventa francese è un animale molto più leggero di allora, ormai quasi tutto concentrato sul settore del gas. «Sarà il polo di tutto il gruppo», ha aggiunto Proglio da Parigi. Bisognerà vedere, per di più, se i protagonisti dell’accordo maturato a Santo Stefano nel 2011 continueranno ad essere gli stessi. Proglio, sostenitore di Sarkozy, potrebbe essere avvicendato, mentre il nuovo consiglio di gestione di A2A sarà nominato (con firma del neopresidente della Sorveglianza Pippo Ranci) dopo l’assemblea A2A di fine maggio.

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