Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La svolta di Pechino piace ai mercati

PECHINO
Il sacrificio di Xiao Gang, ex capo della China securities regulatory commission, la Consob cinese, ha fatto bene alle Borse: in apertura di settimana Shanghai ha chiuso con un rialzo del 2,35%, l’indice Composite ha guadagnato 67,16 punti a quota 2.927,18.
Xiao Gang sabato scorso è stato sostituito da Liu Shiyu, ex vice governatore della Banca centrale ed ex numero uno di China agricultural bank.
Le Borse ricorderanno Xiao come l’inventore del circuit breaker, il freno a mano alle contrattazioni in picchiata che a gennaio, alla riapertura dei mercati nel 2016, ha mandato in tilt le borse cinesi già gravemente colpite dalla crisi della scorsa estate.
Un riformista, Xiao Gang, messo tre anni fa a capo della China Securities Regulatory Commission proprio per realizzare quello che ha poi tentato di portare a termine: l’apertura alle regole di mercato, tra cui il circuit breaker che ha accentuato le ben note turbolenze dei listini.
Senza di lui perfino l’esausta borsa di Hong Kong che continua ad accumulare perdite in maniera costante, ha chiuso in aumento dello 0,93%, compensando le perdite di venerdì: l’indice Hang Seng ha guadagnato 178,59 punti a 19.464,09. Tra i rialzi maggiori le quotazioni di Poly Real Estate Group, che ha guadagnato il 3,31% e di Citic Securities, il gruppo leader nel brokeraggio, che ha segnato un aumento del 3,18%.
Gennaio è stato un mese disastroso per le piazze cinesi, che hanno perso oltre il 20% dall’inizio dell’anno, con Shanghai che ha raggiunto il record negativo del 23%, in pratica realizzando la peggiore performance tra le piazze azionarie mondiali sulle quali ha brillato per oltre un anno e mezzo durante la lunga cavalcata del toro.
Positive anche le altre piazze asiatiche, a metà pomeriggio, anche sui rialzi dei prezzi del greggio. Le quotazioni sono risalite grazie alla spinta delle commodities, ma a creare spunti positivi è bastata la speranza di un miglioramento delle condizioni della domanda cinese, le compagnie minerarie hanno riportato dei guadagni le quotazioni di ferro e dei futures sul rame in particolare. Le azioni di Anglo American PLC sono schizzate dell’8,7%, mentre le azioni BHP Billiton PLC del 6,4%.
Ieri, comunque, un rapporto sui livelli di debito delle società cinesi ha rivelato che le società private hanno tagliato i livelli di debito del 53% dal 58 del 2007, mentre al contrario quelle pubbliche sono salite dal 55 al 63 per cento. Il divario tra le due tipologie diventa sempre più ampio, ma le disparità di trattamento da parte del sistema creditizio restano.
Per questo motivo – a dirlo è la stessa Banca centrale – sarà necessario mettere un freno ai prestiti che a gennaio hanno raggiunto la cifra record di 2.51 trilioni di yuan, pari a 385 miliardi di dollari.
Il denaro dovrebbe essere canalizzato nel settore privato, mentre le società statali, alcune delle quali vengono paragonate a degli zombie, devono semplicemente essere lasciate al loro destino: la chiusura. Una cosa molto difficile da attuare perché la «protezione» accordata dalle banche alle aziende statali è proprio ciò che le fa stare, immeritatamente, in vita.
Anche ieri la nuova definizione dei movimenti in valuta estera da parte della Banca centrale ha continuato a sollevare striscianti malumori;? ci si chiede come mai e perché l’Istituto abbia preso una decisione in un momento particolarmente delicato nel quale gli investitori hanno bisogno di certezze e la trasparenza nei dati e nei conti viene valutata come un asset importante. Il sospetto che tutto ciò sia stato creato per occultare falle nel sistema resta un elemento a rischio per la Banca centrale alle prese con il doppio nodo del G20 e delle sessioni del Parlamento in seduta comune.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa