Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La svolta del governo Tassa da 100 mila euro per attirare i Paperoni e un visto a chi investe

Calamitare in Italia capitale umano, finanziario e professionale ad “alto potenziale”. Rigenerare la forza del Paese, da anni in declino, attraverso abbattimenti di tasse. La strategia del governo delineata già da alcuni provvedimenti dell’esecutivo Renzi e dalla legge di Bilancio 2017, ieri ha fatto uno scatto in avanti con la norma destinata ad attirare in Italia i “grandi ricchi” che volteggiano sullo scenario internazionale offrendo loro in cambio una tassa secca di 100 mila euro l’anno. Un quadro completato da altre misure: lo sconto del 90 per cento sulle tasse per i cervelli che rientrano; il dimezzamento dell’imponibile per i manager che ritornano in patria e il visto speciale per gli imprenditori che investono almeno 1 milione in imprese o charities.
La norma attira-ricchi, resa operativa da una circolare dell’Agenzia delle entrate, è una novità per il nostro paese, ma da anni una disciplina analoga è in vigore a Londra e qualcosa di simile si tentò in Spagna con la vecchia tassa Beckham.
Il meccanismo è piuttosto semplice: oggi lo straniero che prende la residenza in Italia, riceve un codice fiscale e la richiesta di compilare la dichiarazione dei redditi. Deve pagare per i redditi generati nella Penisola, ma soprattutto, sottostando alle aliquote del nostro Paese, deve pagare per i redditi che provengono dalle sue attività, finanziarie, industriali o professionali sparse per il mondo. È il principio che i tributaristi chiamano «world wide taxation».
La norma italiana, in vigore da oggi, deroga a questo principio e dice ai facoltosi cittadini stranieri: venite nel nostro Paese, se amate la cultura, il sole e la gastronomia, noi non chiederemo conto delle vostre attività all’estero, dove continuerete a pagare regolarmente le tasse dovute, ma al fisco italiano dovrete solo 100 mila euro netti di imposta all’anno (più 25 mila euro per ogni familiare). Lo sconto speciale, una sorta di supertassa di soggiorno, avrà la durata di 15 anni.
È chiaro che con aliquota massima al 43 per cento e del 26 per cento sulle rendite finanziarie chi ha grandi capitali e attività fino ad oggi si è guardato bene di sottoporre tutti i redditi guadagnati in giro per il mondo all’aliquota Irpef del 43 per cento e al 26 per cento per le rendite finanziarie. Ma ora le cose potrebbero cambiare e la platea si allarga: si va dai possessori di grandi redditi, finanzieri e manager in uscita dalla Gran Bretagna per il Brexit e perché analoghe norme attrai-ricchi stanno per essere riviste, per arrivare ai magnati che temono l’instabilità geopolitica della Turchia o del Venezuela. Come pure potrebbero scegliere il forfait fiscale cittadini italiani che, da almeno dieci anni, hanno scelto l’estero e ora potrebbero rientrare in patria. Alcune fonti indicano che sarebbero già pronti ad aderire un migliaio di ricchi stranieri ed anche qualche italiano di ritorno.
Naturalmente la soglia di convenienza è piuttosto alta: per considerare utile il pagamento di 100mila euro secchi di tasse, bisogna avere un patrimonio di circa 15-20 milioni di euro, che investito in titoli e azioni ad un rendimento ipotetico del 4 per cento, costerebbe in Italia alle condizioni attuali in tasse, circa 200 mila euro. Dunque il doppio dell’offerta del governo italiano.
Super redditieri a Capri, a Cortina o con vista sul Colosseo, ma con gli affari sparsi per il mondo. La norma apre la strada anche ad un eventuale manager di una società della new economy che volesse lavorare nel nostro paese, prendere lo stipendio negli Usa, pagare le tasse all’estero e limitarsi al “pedaggio” di 100 mila euro in Italia. Niente da fare invece per chi lavora e produce reddito in Italia: la star internazionale del calcio è un lavoratore dipendente di una società italiana e paga il 43 per cento, come pure saranno assoggettati all’Irpef gli eventuali redditi dei supericchi che decidessero di aprire una attività nel nostro paese.

Roberto Petrini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa