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La svolta del Fisco, parte l’anagrafe dei conti correnti

ROMA — E’ questione di giorni: forse già questa settimana, al più tardi la prossima, l’Agenzia delle Entrate firmerà il provvedimento che darà il via all’anagrafe dei conti correnti, fissando come primo termine, per l’invio dei dati del 2011 da parte degli intermediari, il prossimo 30 ottobre.
Si tratta dell’attuazione di una norma contenuta nella manovra 2011 e intitolata «Emersione di base imponibile», diretta a combattere l’evasione fiscale. Un provvedimento che viene da lontano e che non ha avuto vita semplice, soprattutto per le implicazioni sul lato della privacy e della sicurezza dei dati.
Finora al database del Fisco venivano comunicati solo i numeri dei conti correnti o poco di più. Dal 2005, cioè da quando esiste l’anagrafe dei conti correnti, banche e intermediari erano obbligati a segnalare gli estremi dei nuovi conti e di quelli che venivano chiusi. Fino al luglio 2011 il controllo puntuale dei movimenti di conti correnti e depositi, era contemplato solo dopo l’avvio di un accertamento formale nei confronti di un contribuente specifico. La manovra dell’agosto successivo aveva già reso possibile al Fisco accedere alla banca dati anche solo per elaborare specifiche liste selettive di contribuenti sospetti, in cui poteva finire chi risultava «anomalo», per esempio perché aveva un numero di conti o di altri rapporti fuori dalla norma.
Il salto di qualità si ha con il governo Monti che impone agli operatori finanziari l’obbligo di comunicare «periodicamente all’anagrafe tributaria» i movimenti di tutti i rapporti intrattenuti con la clientela «ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l’importo delle operazioni finanziarie» Insomma, il rendiconto annuale di conto corrente, conto di deposito, conto titoli, gestioni, carte di credito potrebbe arrivare quasi tale e quale nelle mani del Fisco.
Ora l’Agenzia delle Entrate entra nei particolari fissando in un provvedimento le modalità tecniche dell’invio. Da quello che emergerebbe dall’incontro che l’organismo diretto da Attilio Befera ha avuto con le associazioni degli intermediari una settimana fa, il primo invio dunque avverrà entro il prossimo 30 ottobre e riguarderà i dati del 2011, il 31 marzo 2014 invece dovrebbero essere resi i dati del 2012, nel 2015 la data sarà definitivamente fissata al 30 aprile.
I dati saranno comunicati prevalentemente per via telematica grazie all’uso della posta certificata che è stata consentita e che permetterà una capienza per operatore di circa un milione di rapporti. In alternativa è possibile l’utilizzo della piattaforma offerta dall’Agenzia delle Entrate che necessita di una registrazione secondo modalità che saranno chiarite.
Tutta una serie di regole sono state inoltre fissate per garantire la sicurezza nel trattamento di dati così sensibili per il contribuente.

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