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La svolta di Bankitalia, comprerà azioni di società sostenibili

«Il settore finanziario ha un ruolo chiave nell’influenzare la portata e la velocità della transizione» verso la sostenibilità economica e ambientale. E dalle stesse banche centrali arriva la spinta al sistema, dice Ignazio Visco prendendo la parola all’inaugurazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’Asvis all’Auditorium del Parco della Musica di Roma.

La Banca d’Italia, annuncia il Governatore, ha adottato «una nuova strategia per il significativo miglioramento» dell’impatto ambientale dei suoi investimenti. Con l’obiettivo tra gli altri di mettere a disposizione un modello di riferimento. Per ora, via Nazionale acquista azioni di imprese che rispettino le migliori prassi, ma si valuta l’estensione alle obbligazioni. Quali sono i criteri? «La metodologia utilizzata in precedenza — spiega Visco — è stata integrata con due tipologie di valutazioni. La prima esclude gli investimenti in titoli emessi da società che operano prevalentemente in settori non conformi al Global Compact delle Nazioni Unite, accordo che stabilisce i principi che le imprese dovrebbero seguire nelle aree dei diritti umani, del lavoro, della sostenibilità ambientale e nella prevenzione della corruzione. La seconda privilegia i titoli di quelle società che mostrano le valutazioni migliori sotto il profilo Esg», acronimo di enviromental, social and governance. Le aziende incluse nel nuovo portafoglio sono tra quelle con il più basso grado di emissioni di gas serra (una riduzione del 23%) e minori consumi di energia e di acqua (rispettivamente -30% e -17%).

«Oggi le banche centrali contribuiscono a innalzare il grado di consapevolezza e di conoscenza dei rischi legati ai fattori di sostenibilità e dei loro canali di trasmissione al sistema finanziario, osserva Visco secondo il quale «una maggiore consapevolezza degli intermediari su come i fattori di sostenibilità possano incidere sulla loro attività è nel loro interesse, contribuisce a migliorare la loro performance».

«Nel nostro Paese — conclude — l’interesse espresso dai risparmiatori per la finanza sostenibile è significativo, ma l’offerta di prodotti non è ancora sufficiente a soddisfare la domanda: vi è spazio per nuovi progetti da finanziare, servono strumenti adeguati sui quali investire ed è fondamentale la capacità delle imprese di fornire le informazioni necessarie sulla sostenibilità delle proprie attività».

Paola Pica

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