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La Svizzera svaluta il super franco

di Giovanni Stringa

MILANO — Nessuno probabilmente l'avrebbe mai detto, ma da ieri anche il franco svizzero si è aggiunto alla lista degli investimenti «caduti» nella tempesta dei mercati finanziari. La Banca nazionale svizzera ha promesso di intervenire con acquisti illimitati di valuta estera per tenere il cambio euro/franco al di sopra di quota 1,20. L'altro ieri bastava un franco e 11 centesimi per comprare un euro, ieri invece, dopo l'annuncio dell'istituto con sede a Zurigo, la valuta elvetica ha perso in pochi minuti l'8,5% arrivando a 1,20.
La Banca centrale svizzera si è dichiarata pronta a intervenire «con la massima determinazione» per impedire un eccessivo apprezzamento della valuta nazionale, citando rischi di deflazione legati a un'ipervalutazione del franco. Secondo l'Authority elvetica un'«estrema ipervalutazione» del franco svizzero «rappresenta — si legge in un comunicato — una minaccia grave per l'economia del Paese». A cominciare dalle esportazioni. La Banca centrale «non tollererà più un corso inferiore a 1,20 franchi per un euro sul mercato dei cambi» e difenderà questa soglia «con tutta la determinazione richiesta ed è pronta ad acquistare valute in quantità illimitata».
Ma non basta. Zurigo ha spiegato di mirare a un indebolimento sostanziale e sostenuto del franco svizzero. Se le prospettive economiche e i rischi di deflazione lo richiederanno, «saranno adottate misure supplementari».
Per la valuta elvetica si è così interrotta la lunga corsa che l'ha portata dagli oltre 1,50 franchi per un euro di due anni fa fino ai valori record dei giorni scorsi, con la parità addirittura sfiorata ad agosto. Stando alla chiusura di ieri, chi ha comprato franchi svizzeri a settembre 2009 (o anche pochi mesi fa) ha quindi fatto comunque un affare, chi ha acquistato nelle scorse settimane invece no.
Entusiastiche le reazioni al «tetto valutario» in Svizzera, più «fredde» quelle in Eurolandia. La Borsa di Zurigo, in una giornata negativa per i listini internazionali, è volata del 4,3%. E il ministro elvetico dell'economia Johann Schneider-Ammann, citato dalla Radio svizzera italiana, si è detto «molto felice che si sia osato compiere questo passo». Intanto l'oro, bene rifugio ancora senza freni a differenza del franco, ieri ha toccato il nuovo record di 1921 dollari l'oncia.
A Francoforte «il consiglio della Bce è stato informato» dall'Authority elvetica, si legge in una nota dell'Eurotower, «e prende atto della decisione che è stata presa dalla banca centrale svizzera sotto la propria responsabilità». In agosto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet si era espresso contro interventi sul mercato valutario di singoli Paesi, mentre si era detto a favore di mosse concertate. Toni simili a Bruxelles: «La Commissione europea prende atto della decisione della Banca nazionale svizzera, presa sotto sua esclusiva responsabilità», ha detto il portavoce del Commissario europeo per gli affari economici e finanziari Olli Rehn.
 

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