Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La start-up trasformata innova

Il regime agevolato delle start-up innovative apre alla «trasformazione» societaria. La circolare dell’Agenzia delle entrate n. 16/E dell’11 giugno 2014 ha infatti riconosciuto la possibilità di ottenere la qualifica di start-up innovativa, e quindi di accedere alle agevolazioni fiscali previste dal dl 179/2012 (decreto crescita), anche alle srl unipersonali costituite tramite cessione o conferimento di una ditta individuale. Si tratta di una deroga non di poco conto, se si considera che, secondo la normativa sulle start-up innovative, le operazioni di fusione, scissione societaria, cessione di azienda o di ramo di azienda, sono presupposti ostativi ai fini dell’accesso alla disciplina di favore prevista dal dl 179/2012. Il decreto nega infatti, in linea generale, il regime agevolativo alle imprese che si costituiscono per effetto di un’operazione di riorganizzazione aziendale, compresa quella di conferimento d’azienda o di ramo d’azienda.

Sul piano fiscale, l’art. 26 del decreto crescita prevede, nei confronti delle start-up innovative, la non applicazione della disciplina sulle «società di comodo» e in «perdita sistematica», nonché l’esonero dal versamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria connessi agli adempimenti per l’iscrizione al registro delle imprese.

I requisiti. Le start-up innovative, per definirsi tali e accedere alla disciplina di favore prevista per tali categorie di imprese, devono rispettare i seguenti requisiti «cumulativi», nonché taluni requisiti «alternativi». Ai sensi dell’articolo 25, comma 2, le start-up innovative:

a) devono essere costituite e devono svolgere la propria attività d’impresa da non più di 48 mesi;

b) devono avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente della propria attività «lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico»;

c) a partire dal secondo anno di attività, devono avere un totale del valore della produzione annua dichiarato nella voce A del conto economico di cui all’art. 2425 c.c., risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio non superiore a 5 milioni di euro;

d) non devono aver distribuito utili dall’anno della loro costituzione né devono distribuirli per tutta la durata del regime agevolativo;

e) devono stabilire la sede principale dei loro affari e interessi in Italia;

f) non devono essere costituite per effetto di un’operazione di scissione o fusione né a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Escluse le start-up innovative costituite in seguito a operazioni di riorganizzazione aziendale. L’Agenzia delle entrate nella circolare n. 16/E/2014 ricorda che le misure di sostegno alle start-up innovative, previste dal dl n. 179/2012, sono tese ad agevolare l’avvio di nuove attività imprenditoriali a contenuto innovativo e a creare un volano per la crescita delle nuove attività. In base a tale logica, l’amministrazione finanziaria ritiene che il riferimento alle operazioni di «fusione», «scissione societaria», «cessione di azienda o di ramo di azienda», quali presupposti ostativi ai fini del riconoscimento dello status di start-up innovativa, debba essere inteso in generale, come divieto di costituzione di imprese agevolabili per effetto di un’operazione di riorganizzazione aziendale, ivi compresa quella di conferimento d’azienda o di ramo d’azienda.

Ammessa la trasformazione. L’operazione di trasformazione (a differenza delle operazioni di scissione, fusione, conferimento e cessione d’azienda o ramo di essa) non ostacola, invece, il riconoscimento del regime di cui agli articoli 25 e seguenti del dl n. 179/2012, come anche espressamente chiarito dal ministero dello sviluppo economico con nota prot. n. 0164029 dell’8 ottobre 2013. In particolare, con tale nota, il Mise in risposta a uno specifico quesito della Camera di commercio di Rimini, ha riconosciuto la possibilità di accedere al regime delle start-up innovative a una società a responsabilità limitata unipersonale costituita per effetto della cessione di un’azienda individuale, titolare di una privativa industriale.

Considerato che il nostro ordinamento legislativo non prevede altra possibilità per trasformare un’impresa unipersonale in una società se non la cessione dell’impresa alla società neocostituita, vietare l’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese a una srl unipersonale costituita per effetto della cessione di una ditta individuale titolare di una privativa industriale (che rappresenta uno dei tre «ulteriori requisiti» indicati dal dl 179/2012 per accedere allo status di start-up innovativa) sarebbe infatti, secondo il Mise, una discriminazione.

Controlli sulle operazioni straordinarie che avvengono dopo la costituzione. Nella circolare delle Entrate n. 16/E è precisato, inoltre, che tutte le operazioni di aggregazione aziendale poste in essere da parte delle start-up innovative nelle fasi immediatamente successive alla loro costituzione, che sarebbero state ostative all’acceso al regime, possono essere valutate dall’amministrazione finanziaria, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, al fine di evitare comportamenti diretti ad aggirare il divieto sopra richiamato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa