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La start-up guadagna un anno

Apertura della normativa italiana alle start-up innovative europee che hanno una sede produttiva o un filiale nel nostro paese. Incremento di un anno, da 4 a 5, del limite temporale entro il quale poter essere considerate start-up innovativa dalla data di costituzione della società, estendendo del medesimo periodo la relativa facoltà di godere del particolare statuto normativo ad essa dedicato. Esenzione per un quinquennio dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale per l’iscrizione della strat-up nella sezione speciale del registro delle imprese. Queste alcune delle novità contenute in un decreto allo studio del Ministero dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. La normativa sulle start-up non si limiterà alle società di diritto italiano residenti in Italia ma anche, in ottemperanza al nuovo «regolamento (Ue) della commissione n. 651/2014 del 17 giugno 2014, (concernente l’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato Ue che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune) ma si aprirà alle società residenti in uno stato membro della Ue o dello spazio economico europeo, purché abbiano un sede produttiva o un filiale in Italia. Nel decreto viene previsto l’incrementato di un anno, da 4 a 5, del limite temporale entro il quale poter essere considerate start-up innovativa dalla data di costituzione della società, estendendo del medesimo periodo la relativa facoltà di godere del particolare statuto normativo ad essa dedicato. Per la start-up innovativa e l’incubatore certificato, il periodo massimo di esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio, viene esteso fino al quinto anno di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese. Intervento sulla disciplina che regolamenta il cosiddetto equity crowdfunding per le start-up innovative, ovvero la possibilità per queste società di utilizzare portali online per la raccolta di capitale di rischio attraverso gestori specializzati. La modifica proposta intende ampliare la possibilità di raccogliere capitale in crowdfunding ai veicoli di investimento, siano essi Oicr o società di partecipazioni che investono prevalentemente in start-up innovative. Favorendo così la raccolta dei capitali da parte delle start-up e tale possibilità rappresenta certamente l’elemento più decisivo per la crescita dell’ecosistema start-up. Individuazione di forme innovative di raccolta di capitali anche per i veicoli di investimento specializzati e che destinano prevalentemente alle start-up innovative la raccolta di capitale di rischio potrebbe consentire agli investitori interessati di investire sul settore delle start-up innovative secondo una logica di portafoglio e attraverso operatori specializzati, frazionando e diversificando in tal modo il rischio elevato associato a tali operazioni ed evitando anche di dover gestire direttamente gli investimenti nelle singole start-up.

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