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La start up innovativa paga il bollo sui libri sociali

Nessuna esenzione per l’imposta di bollo dovuta dalle start up innovative e dagli incubatori certificati per la bollatura dei libri sociali. Lo ha stabilito l’agenzia delle Entrate in esito a un interpello (253/2019), con il quale il Fisco ha chiarito che la normativa di agevolazione prevista per questi soggetti non è suscettibile di un’applicazione estensiva.

La questione nasce dalla corretta interpretazione di quanto stabilito dall’articolo 26, comma 8 del Dl 179/2012 e successive modificazioni. Tale norma, in particolare, stabilisce che «a decorrere dalla loro iscrizione nella suddetta sezione speciale del registro delle imprese, le start-up innovative e gli incubatori certificati sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese».

L’istante ha chiesto all’amministrazione finanziaria se l’esonero potesse applicarsi per qualsiasi adempimento o atto che la stessa debba porre in essere al registro delle imprese, inclusa la vidimazione/bollatura dei libri sociali. A sostegno di una conclusione in tal senso si fa riferimento alla circolare ministeriale dell’11 giugno 2014, n.16, secondo cui l’esonero dovesse intendersi nella misura più estensiva possibile, comprendendo anche tutti gli atti posti in essere successivi all’iscrizione. In particolare, sostiene ancora l’istante, con l’espressione “atto” deve intendersi ogni richiesta, pratica o adempimento posto in essere dalla start-up, nel senso più ampio. C’è da dire che alcune camere di commercio hanno dato una chiave di lettura analoga alla norma, ma la maggioranza ha delimitato il perimetro dell’esonero ai soli adempimenti relativi alle iscrizioni.

Il Fisco si è adeguato a questa ultima posizione. In particolare, evidenzia l’Agenzia nella sua risposta, la lettera della disposizione agevolativa «pone in particolare rilievo la circostanza che l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo sia riferibile agli atti posti in essere ai fini degli adempimenti relativi all’iscrizione nel registro delle imprese» e che «sono da ricomprendere nell’esonero dall’imposta di bollo, quegli atti posti in essere per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese».

Non possono quindi ritenersi esenti gli atti o documenti estranei al procedimento di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, che è condizione necessaria per poter usufruire dei benefici previsti per le start up innovative e per gli incubatori certificati.

Alessandro Sacrestano

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