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La Stampa perde 27 milioni

La Stampa è costata a John Elkann 35 milioni di euro, nel 2012, per rimpinguare un patrimonio netto che altrimenti non sarebbe stato sufficiente ad assicurare la continuità aziendale. Il presidente della Fiat non è impegnato solo nella partita della ricapitalizzazione di Rcs, dunque, ma deve far i conti anche con la crisi dell’editoria che coinvolge il quotidiano torinese del suo gruppo.

Secondo il bilancio 2012, infatti, la casa automobilistica, azionista unico dell’Editrice La Stampa, ha speso 35 milioni di euro per sostenere i fabbisogni della società (che ha chiuso il 2012 in perdita per 27 milioni di euro), per la svalutazione per 14,2 milioni del valore di carico della concessionaria interna Publikompass (che ha archiviato lo scorso esercizio in rosso di 14,3 mln) e per far fronte all’indebitamente di Itedi (holding del polo editoriale, oggi incorporata nell’Editrice), che aveva già ricevuto iniezioni di capitale per 4 milioni.

Stampa, strategia del 5+5+5. Tra il 2013 e l’autunno dell’anno prossimo, però, la Stampa dovrebbe rimettersi in careggiata arrivando a risparmiare 5 milioni dai costi generali, altri 5 milioni dall’efficientamento della stampa delle edizioni locali (alcune delle quali vengono anche unificate, come nel caso di Biella e Vercelli o Novara con Verbania) e ancora 5 milioni ulteriori verranno dal contenimento del costo del lavoro (fino a settembre 2014 il quotidiano è in stato di crisi con l’avvio di prepensionamenti). Totale: 15 milioni di risparmi per prepararsi a un 2013 che la Stampa prevede in linea con lo scorso esercizio, terminato con un risultato operativo negativo per 9 milioni, in diminuzione di 13 milioni.

Nel 2012, il calo della raccolta curata da Publikompass e quello delle diffusioni hanno portato a ricavi da vendita giù del 5,6%, pari a 60,6 milioni, e a un fatturato pubblicitario a -23,6%, per 49 milioni. Il valore complessivo della produzione è di 118,6 milioni (-13,1%). Oltre al calo delle copie in edicola, si legge nella relazione sulla gestione del bilancio, la Stampa ha sofferto anche della chiusura o della riduzione degli abbinamenti con testate locali piemontesi.

Col segno positivo si mantiene invece la Stampa.it, arrivata a una media mensile di browser unici di 9,4 mln (+26%) mentre la media mensile delle pagine viste supera i 116 milioni (+12%). «Il numero di abbonamenti digitali paganti nel 2012», prosegue la relazione sulla gestione, «è triplicato rispetto al 2011». Motivo per cui, tra l’altro, anche l’ultimo piano editoriale del direttore Mario Calabresi ha ribadito il focus sulle edizioni digitali, già forti di una redazione integrata carta-web all’interno della nuova sede torinese del giornale.

Publikompass in cura. Non se la passa bene in casa Fiat nemmeno la concessionaria pubblicitaria Publikompass (Pk), non a caso al centro del tam tam editoriale secondo cui Elkann avrebbe voluto portarla in dote a Rcs per partecipare alla ricapitalizzazione del gruppo del Corriere della Sera. Pk chiude il 2012 con un fatturato pubblicitario di 139,6 milioni di euro, a -36% (-20% a perimetro omogeneo). In portafoglio le rimane sostanzialmente come quotidiani nazionali solo la Stampa: in questo segmento il fatturato è stato di 119,2 mln (-28%). Tra i periodici, con Al volante, In Sella e Touring per esempio, la raccolta è stata di 6,1 mln (-3%) mentre tv e radio locali seguite hanno contratto del 23%. Invece, il web non solo è l’unico a crescere (+37%) ma supera a valore anche i periodici con 9,1 milioni gestiti.

Di conseguenza, la struttura organizzativa della concessionaria guidata dal d.g. Maurizio Scanavino ha già iniziato a ridurre la propria forza lavoro a 245 dipendenti a fine 2012 dai 268 di fine 2011. Agenti e collaboratori sono scesi dai precedenti 377 agli attuali 314.

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