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La stampa dell’estratto non prova la notifica

Quando il contribuente impugna un’iscrizione a ruolo, in relazione alla quale sostiene di non aver ricevuto regolare notifica della cartella, spetta al concessionario o alla resistente amministrazione fornire la prova contraria, cioè che la notifica sia correttamente avvenuta. Non possono ritenersi sufficienti dei documenti interni, quali la stampa dell’estratto o altro documento da cui si evinca la notifica. È quanto si legge nella sentenza n. 9973/21/17 della Ctp di Napoli. Il caso nasce dall’impugnazione di un ruolo esattoriale, su iscrizione dell’Agenzia delle entrate di un’imposta di registro anno 2003, per il quale il contribuente sosteneva di non aver ricevuto la cartella di pagamento. Si costituivano in giudizio sia il concessionario della riscossione che l’Agenzia delle entrate, chiedendo l’inammissibilità del ricorso o comunque il rigetto dello stesso. La Ctp di Napoli ha dapprima analizzato il profilo di ammissibilità del ricorso, rifacendosi all’ormai consolidato orientamento di legittimità, secondo cui il contribuente ha la possibilità di opporsi a un ruolo di cui si asserisca la mancata notifica della cartella, non ostando a ciò il disposto dell’ultima parte del terzo comma dell’articolo 19 del dlgs n. 546/92, secondo cui l’atto presupposto non notificato deve essere impugnato unitamente a un atto successivo regolarmente notificato. Nel prosieguo della motivazione, il collegio partenopeo rende atto dell’esame dei documenti depositati dalle parti in giudizio, traendo da detto esame la decisione di accoglimento del ricorso. In particolare, né il concessionario né l’Agenzia delle entrate hanno prodotto delle prove idonee a dimostrare l’avvenuta notifica della cartella, non potendosi considerare sufficienti, in tal senso, gli estratti e le stampe interne da cui si rilevi la data di notificazione. Il suddetto principio deve comunque fare i conti con quanto affermato di recente dalla Cassazione nella sentenza n. 13584/17. Il ricorso contro il ruolo conosciuto attraverso l’estratto, infatti, deve comunque essere proposto entro 60 giorni dal rilascio del documento da parte del concessionario. Ogni impugnazione di un atto tributario deve rispettare a prescindere il requisito di tempestività del ricorso, stabilito dall’articolo 21 del dlgs n. 546/92; requisito di tempestività che deve essere provato, per regola generale, dallo stesso ricorrente con riguardo alla data di avvenuta conoscenza dell’atto enunciativo della pretesa tributaria.

Nicola Fuoco

[omissis] Individuato l’oggetto del ricorso in esame nell’impugnazione del ruolo esattoriale, preliminare per la risoluzione della controversia è il quesito se l’iscrizione a ruolo possa essere impugnata disgiuntamente dalla impugnazione di una cartella esattoriale (di una cartella giuridicamente esistente, cioè che possa reputarsi notificata).

La risposta di questo giudice tributario è positiva alla luce del principio di diritto enunciato da ultimo dal giudice di legittimità (C?: Cass. Sezioni Unite n. 19704 del 12/5/2015) che si condivide e che si fa proprio e per cui ( ).

Ebbene nel caso di specie proprio l’esistenza di una specifica cartella di pagamento rende evidente l’interesse concreto e attuale a instaurare una lite tributaria cosicché il ricorso proposto deve ritenersi ammissibile anche con riferimento alla predetta cartella.

2. Venendo al merito della questione proposta con il ricorso è necessario premettere che in tema di prova nel processo tributario è onere della parte dimostrare quanto sostenuto, essendo le Commissioni tributarie prive di autonome facoltà di indagine, non potendo supplire, con l’esercizio dei propri poteri istruttori, all’inerzia delle parti. Sul punto la sezione tributaria della Corte di cassazione con la sentenza n. 5302 del 9/4/01 ha, infatti, precisato, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, che «… se è vero che spetta all’Amministrazione finanziaria, nel quadro dei generali principi che governano l’onere della prova, dimostrare l’esistenza di fatti costitutivi della (maggiore) pretesa tributaria farro valere, fornendo quindi la prova di elementi e circostanze a suo avviso rivelatori della sussistenza di un maggior reddito imponibile è altrettanto vero che a sua volta il contribuente che intenda contestare l’idoneità dimostrativa di quei fatti oppure sostenere la ricorrenza di circostanze modificative o estintive dei medesimi, deve dimostrare í fatti su cui le eccezioni si fondano documentazione l’effettività e 1’inerenza».

Orbene quanto all’eccezione di mancata notifica degli atti presupposti, a fronte delle allegazioni del ricorrente, non e stata prodotta alcuna idonea documentazione dalle parti costituite. E invero Equitalia Servizi di Riscossione Spa si è limitata a produrre soltanto una copia dell’estratto ruolo che indica l’avvenuta notifica. Alla luce di quanto prodotto deve, pertanto, escludersi la preventiva notifica delle predette cartelle.

Per quanto sopra esposto, la Commissione, ogni contraria eccezione e istanza rigettate, definitivamente pronunziando, decide come da dispositivo. ( )

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