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La stagione del lusso spinge i tedeschi e Marchionne

di Bianca Carretto

N onostante la crisi economica che congela la crescita del mercato dell'auto europeo, sono migliorate le vendite, nel mese di settembre, di tutti i marchi del lusso.

Audi, Bmw e Mercedes Benz hanno annunciato, rispettivamente, un più 17%, più 9,3%, più 2% nei confronti dello stesso periodo del 2010. La Bmw prevede di raggiungere, entro la fine di quest'anno, un risultato di immatricolazioni, complessivo per i suoi tre marchi Bmw, Mini e Rolls Royce, di 1,6 milioni di veicoli, un record per il gruppo. La casa di Monaco potrà così conservare la sua posizione di leader nella categoria delle vetture Premium.

La nuova generazione della Bmw serie 1 e il lancio del coupé Mini spingeranno ulteriormente le vendite nei prossimi mesi. Un contributo sostanziale è però arrivato dai Suv compatti Bmw X3 e Bmw X1, che hanno permesso al gruppo tedesco, nei primi nove mesi dell'anno, di consegnare 1,02 milioni di vetture, un aumento del 15% rispetto al 2010.

Audi, grazie soprattutto all'espansione in Cina, è il marchio che ha ottenuto la migliore performance mensile. Oggi quest'area asiatica è il suo più grande mercato estero, ma la casa si è sviluppata anche in paesi colpiti dalle misure di austerità, come Inghilterra e Spagna. Prevede di toccare 1,3 milioni di pezzi nel 2011.

Quanto a Mercedes Benz, è sulla buona strada per stabilire il maggiore successo della propria storia. Alla fine di settembre 2011 risultano infatti già consegnate 919.288 vetture.

Le quotazioni in Borsa delle case automobilistiche (e, di conseguenza, quelle dei fornitori), soffrono, colpite dai crescenti timori per il futuro dell'eurozona, per il debito sovrano degli Stati Uniti e per il possibile rallentamento della Cina.

La paura del 2008

È ancora viva negli investitori la memoria del 2008 e del 2009, quando si sono contratti contemporaneamente vendite e credito. Le industrie, al contrario, restano ottimiste e respingono l'idea di un nuovo declino, forti del numero di contratti sul lusso in portafoglio che spingono questa fascia di segmento, la più redditizia, sempre più in alto.

In questo panorama si affaccia anche un marchio italiano di peso nella storia dell'automobile, Lancia, con un prodotto che si lega a uno dei suoi momenti di maggiore successo degli anni 80: Thema. Una berlina moderna e anche classica, fra le più longeve dell'automobilismo, che firmò la prima esperienza di piattaforma condivisa con altre vetture (tre, la Fiat Croma, la Saab 9000 e l'Alfa Romeo 164).

La Thema del 2011 riapre questo capitolo e nasce dall'alleanza con Chrysler: un'integrazione reale dei due marchi, che inaugura la nuova fase, quella della sintesi fra le due culture industriali del gruppo italo-americano.

La nuova Thema affronta la parte di mercato prestigiosa, ma più difficile, e si offre come la vera alternativa all'altra limousine nazionale, la Maserati Quattroporte, a un prezzo più competitivo.

L'architettura su cui si basa è quella americana, inedita, a trazione posteriore Lx. È la stessa sulla quale è stata costruita la Chrysler 300, un modello che il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha esportato dagli Usa in Europa, dove, con il marchio Lancia, viene ora commercializzato.

L'ossatura modulare è flessibile e le nuove sospensioni consentono una guida maneggevole che annulla gli effetti delle dimensioni imponenti della carrozzeria.

L'auto potrà avere anche la trazione integrale (in America la Chrysler 300 è già venduta in versione 4×4). L'abitacolo è considerato l'espressione del made in Italy, curato nei dettagli, con design e tecnologia.

I motori puntano da un lato sull'apprezzamento degli americani per i grandi propulsori a benzina (preferiti da sempre negli Usa) e dall'altro sui diesel, progettati e costruiti in Italia, per soddisfare la diversa richiesta europea. Il mensile americano Consumer Reports, che conta otto milioni di lettori, ha giudicato la «sorella» di Detroit fra le top ten del mercato, definendola «la migliore Chrysler degli ultimi decenni».

Una buona notizia per Fiat che si appresta a commercializzare la Thema e un giudizio che premia il lavoro dell'alleanza italo-americana.

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