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La stagione dei saldi è agli sgoccioli

Il momento d’oro per chi vuole un mutuo a tasso fisso sta per finire. Dai minimi dell’estate a oggi l’Eurirs, il parametro che misura gli interessi per lo switch fisso variabile e che serve a prezzare il costo della provvista per le banche, è salito di oltre mezzo punto: lo scorso primo agosto l’Eurirs ha toccato il minimo storico dello 0,73% sia per la durata ventennale sia per quella trentennale, La scorsa settimana il tasso a 20 anni è salito all’1,26%, quello a 30 anni all’1,27%. Significa che la provvista oggi costa di più per le banche che erogano e anche se si scegliesse di raccogliere denaro emettendo obbligazioni il discorso cambierebbe poco: per piazzare sul mercato i bond bancari bisogna offrire tassi più alti.

ProiezioniPer la verità l’effetto per il momento non si vede più che tanto se si leggono le nostre tabelle, elaborate dal portale mutuiOnline.it e che considerano due differenti mutui con Ltv ( Loan to value , il rapporto tra prestito e valore della garanzia) 50 e 70. Nel caso di un finanziamento a 20 anni con Ltv a quota 50 il miglior tasso fisso è ancora all’1,5%, come lo scorso mese, mentre per il trentennale si sale all’1,7%; una ventina di centesimi in più servono per i finanziamenti con Ltv 70.

La contraddizione apparente tra quanto scriviamo sopra e i numeri dei grafici è però facilmente spiegabile: in tutte le quattro classifiche dei mutui a tasso fisso che abbiamo stilato i tre prodotti più convenienti sono offerti da banche che hanno fatto provvista nei mesi scorsi e che sulla base dei costi sostenuti possono indicare ancora oggi un tasso «finito»; che non cambierà fino a revisione delle condizioni.

Altri istituti che invece indicano come tasso l’Eurirs più spread costano inevitabilmente di più, perché si va sempre sopra il 2%.

Non è cambiato nulla invece per i mutui a tasso variabile: ormai da molte settimane l’Euribor a 1 mese sta tra -0,35% e -0,40%; il parametro trimestrale si situa invece attorno a -0,30%.

Va però segnalato che diverse banche ormai hanno incluso nei nuovi contratti la clausola floor (pavimento) che prevede il calcolo dell’Euribor uguale a zero quando assume valori negativi. Tutto questo significa che se l’Eurirs perdura ai livelli attuali, a partire dalle prossime settimane le banche proporranno i mutui fissi a un tasso di circa 160 centesimi superiore a quello dei variabili senza clausola floor e di circa 120 più alto rispetto a quelli con il «pavimento». Quest’estate il divario tra fissi e indicizzati era inferiore al punto percentuale, rendendo i primi molto appetibili. Quindi chi vuole avviare un nuovo finanziamento deve valutare con attenzione le sue scelte: su un mutuo da 100 mila euro il variabile consente un risparmio iniziale tra i 400 e i 500 euro all’anno, assumendo però un rischio che al momento non appare ancora molto elevato.

È vero che i futures sull’Euribor a 3 mesi hanno subito un rialzo subito dopo i risultati delle elezioni Usa, ma comunque le quotazioni del Liffe puntano su un Euribor a +0,80% solo nell’autunno del 2022.

Le preferenzeLa scelta in favore del tassi fisso negli ultimi mesi è diventata quasi plebiscitaria. Secondo l’ultimo osservatorio di mutuiOnline.it il fisso è richiesto dal 78% dei potenziali debitori e rappresenta quali il 74% delle erogazioni. Un trend , osserva il responsabile marketing della società, Roberto Anedda, destinato a proseguire anche se «conviene cercare di stringere i tempi e farsi precisare dalla banca se le condizioni di tasso fisso offerte all’inizio dell’istruttoria potrebbero cambiare nell’iter di perfezionamento del contratto».

È addirittura dell’80% la quota di tassi fissi erogati da Intesa San Paolo. Sottolinea Andrea Lecce, responsabile marketing del gruppo: «Manterremo le condizioni attuali sul tasso fisso fino al prossimo 31 dicembre. Noi crediamo molto in questo prodotto e abbiamo ottenuto risultati lusinghieri perché nei primi 9 mesi dell’anno abbiamo erogato 10 miliardi di euro, la stessa cifra di tutto il 2015, nonostante le richieste di surroga, come era inevitabile, siano diminuite in maniera significativa. Tutto lascia pensare però che a partire del prossimo anno i tassi dovranno aumentare».

Ci vorrà qualche mese in più, invece, per Andrea Lavezzi, responsabile prodotti di finanziamento privati di Banco Popolare. «L’Eurirs è tornato ai livelli della scorsa primavera, comunque molto conveniente. Ha una certa volatilità ma subisce oscillazioni contenute. Ci vorrà qualche mese per capire come intendono muoversi la Fed e la Bce, solo allora potrebbe esserci un rialzo più deciso dei valori». Banco Popolare è tra gli istituti che hanno deciso di applicare sui variabili la clausola floor . «Lo abbiamo fatto. Però a fronte di uno spread molto ridotto e che applichiamo anche ai mutui ad alto Ltv, in modo da offrire una rata comunque conveniente».

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