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La spinta per l’integrazione tra Banco Bpm e Bper. Salta il salvataggio Carige

Si aggiunge una nuova pedina al risiko bancario. Lo stop al matrimonio tra Cassa centrale banca e Carige rimette sul mercato l’istituto ligure, a cui, non subito ma in tempi certi, serve un cavaliere bianco. Ccb dopo una difficile mediazione al suo interno avrebbe maturato la decisione di non esercitare l’opzione call per rilevare l’80% del capitale dell’istituto ligure in mano al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), facendo tornare il salvataggio in altro mare. I sindacati hanno alzato il livello di guardia. Il segretario generale dalla Fabi, Lando Sileoni ha chiesto che sul dossier Carige «governo e Mef usino la stessa attenzione e determinazione con cui stanno trattando il Montepaschi». Il segretario generale dei bancari Uil, Fulvio Furlan, ha invitato il Fondo a confermare il suo impegno. Oggi il consiglio del Fitd dovrebbe confermare il sostegno a Carige in attesa di una soluzione più stabile.

Il Fondo interbancario non ha fretta di vendere, ma lo deve fare. Tuttavia rischia di trovarsi davanti un orizzonte ristretto. Già adesso le opzioni non sono molte. Ieri il «Sole 24 Ore» ha indicato Credit Agricole, Bper e Unicredit come possibili cavalieri bianchi. Senza dubbio l’imminente arrivo di Andrea Orcel alla guida di Piazza Gae Aulenti apre diversi scenari, anche se al momento l’opzione Montepaschi resta in cima alla lista. La linea del ministero dell’Economia, primo azionista di Siena, non sarebbe cambiata con l’arrivo di Daniele Franco, anche perché la situazione di Mps non è rosea: dopo aver chiuso il 2020 in rosso per 1,6 miliardi e la previsione di non fare utili fino al 2023, a breve la banca potrebbe trovarsi a corto di capitale. Se non trova un acquirente servono almeno 2,5 miliardi, per gran parte in carico al Tesoro. L’opzione Unicredit è legata soprattutto alla «dote» che tra ricapitalizzazione, Dta e garanzie legali potrebbe arrivare a 6 miliardi. Ma è ancora tutta da negoziare.

Voci di mercato hanno rimesso sul tavolo anche il possibile ritorno di Unicredit in Mediobanca, registrate dalla Borsa con un rialzo dell’1,7% dei titoli di Piazzetta Cuccia. Uno scenario che prende spunto dai movimenti in corso nell’azionariato dell’istituto guidato da Alberto Nagel, dove dopo la salita di Leonardo Del Vecchio al 13%, nel capitale si è fatto vedere anche Francesco Gaetano Caltagirone con l’1,04%. Entrambi sono soci delle Generali, di cui Mediobanca è primo azionista e il patron di Essilux è anche in Unicredit. Tutto è possibile anche se per il momento si tratta di voci che mettendo in fila gli indizi disegnano un quadro certamente suggestivo ma anche complesso da costruire per i tanti equilibri in gioco.

In realtà potrebbe succedere qualcosa in tempi brevi a poca distanza da Piazza Gae Aulenti. Da qualche settimana si sarebbero infatti infittiti gli scambi tra l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna e il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, per un’integrazione con Bper. Ci sono ancora diverse cose da discutere ma l’idea di mettere insieme due banche dal forte radicamento territoriale avrebbe trovato un buon riscontro. Anche in Borsa dove ieri Banco Bpm è salita del 3,74% e Bper del 2,21%. Tra un mese Bper rinnoverà il consiglio e a quel punto l’operazione potrebbe decollare.

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