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La spinta di Draghi in Europa per la produzione del vaccino

Si apre la prima settimana operativa per il governo Draghi. Con il Consiglio dei ministri di oggi sul rinnovo delle misure di contrasto al Covid si porranno le prime basi di un approccio differente rispetto al passato e si cercheranno di definire i tasselli di un’accelerazione sulla campagna vaccinale.

Mario Draghi ieri è stato tutto il giorno al lavoro a Palazzo Chigi. Alle prese con i dossier più urgenti, dalla proroga del congelamento di avvisi fiscali e cartelle esattoriali alle misure del prossimo decreto Ristori, che è in lavorazione al Mef e che potrebbe vedere la luce anche prima del fine settimana.

Ma è soprattutto sui vaccini che è concentrata l’attenzione del premier: sia sul fronte di una distribuzione più rapida e capillare sia su quello di un approvvigionamento più ampio. E su questo punto sono in corso contatti con la Commissione europea per verificare la fattibilità di una produzione autonoma nel Vecchio continente, magari anche costruendo delle sinergie industriali fra diversi Paesi della Ue. In sostanza dividere la produzione di un vaccino già autorizzato in più stabilimenti, ognuno in grado di concorrere al prodotto finale. Un obiettivo che potrebbe essere a portata di mano nel giro di un paio di mesi e sul quale il capo del governo si sta spendendo in prima persona. Un lavoro che avrà certamente una tappa di rilievo nel prossimo Consiglio europeo informale di giovedì e venerdì prossimi.

Sta emergendo a Palazzo Chigi il metodo Draghi, quel particolare approccio al lavoro per il quale l’ex governatore della Bce è conosciuto: Draghi chiama i ministri, li mette in contatto fra loro, individua un obiettivo, ma non sempre partecipa poi alla riunione. Segue il lavoro a distanza, come nel caso di ieri con l’incontro fra le Regioni e il governo, in cui erano presenti solo il ministro della Salute Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, titolare degli Affari regionali.

E lo stesso metodo affiora da alcune riunioni che sono state già programmate in settimana sul Recovery plan: molti fra i ministri coinvolti nel piano di ripresa economica europeo avranno delle interlocuzioni con Palazzo Chigi ma non con Draghi. Che seguirà i lavori a distanza, attraverso il suo staff. Ieri Draghi ha anche fatto una telefonata di solidarietà a Giorgia Meloni per le offese ricevute dallo storico Giovanni Gozzini. Ha infine nominato Ferdinando Giugliano come advisor per i rapporti con i media stranieri.

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