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La spinta di Draghi: riforme decisive Primi effetti dall’annuncio sui bond

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi vede i primi segnali positivi di un miglioramento dello scenario macroeconomico dell’eurozona. Ma resta preoccupato per l’inflazione costantemente al ribasso. Pertanto, intervenendo nell’Europarlamento di Bruxelles, ha annunciato che la sua istituzione di Francoforte continuerà la politica espansiva nella zona euro estendendo l’annunciato programma di acquisti di titoli sul mercato secondario (Quantitative easing), che inizia il mese prossimo, fino a quando sarà necessario. Il presidente della Bce ha ammonito i governi dell’eurozona a non contare però solo sulla politica monetaria della Bce per rilanciare la crescita e a intervenire con adeguate riforme strutturali. 
«Noi vediamo i primi segnali — ha dichiarato Draghi nell’Aula di Bruxelles —. Tutto in tutte le previsioni è più positivo di quanto era pochi mesi fa». Resta il problema dell’inflazione che «per diversi trimestri è stata sempre in tendenza al ribasso nella zona euro». La reazione della Bce sarà iniziare «ad acquistare sul mercato secondario titoli emessi dai governi dell’eurozona, agenzie pubbliche e istituzioni europee» raggiungendo un importo combinato degli interventi tra «pubblico e privato» di «60 miliardi al mese» fino al settembre 2016. «In ogni caso durerà fino a quando il consiglio direttivo della Bce non vedrà un aggiustamento sostanziale del percorso dell’inflazione», ha specificato Draghi, che ha ribadito l’intenzione di Francoforte di riportare l’aumento dei prezzi nella zona euro al suo tradizionale obiettivo «vicino al 2%».
Draghi ha sostenuto che già solo l’annuncio del Quantitative easing ha fatto registrare iniziali effetti positivi. «Le condizioni finanziarie dei mercati dei capitali e dei titoli sono ulteriormente migliorate — ha detto —. I tassi d’interesse per i prestiti alle famiglie e alle imprese sono considerevolmente diminuiti e la dinamica dei prestiti ha continuato a migliorare con la crescita del credito nel settore privato, tornata al segno positivo per la prima volta dalla metà del 2012». Prospettive positive le vede anche nel recente miglioramento degli «indicatori sulla fiducia dei consumatori e delle imprese». Invita però i governi a ricordare che la «politica monetaria non riesce a creare crescita da sola» e va agevolata e utilizzata creando «un ambiente propizio con le riforme strutturali».
Dagli eurodeputati delle opposizioni sono arrivate critiche sull’anomala influenza politica assunta dalla Bce nei confronti dei governi dell’eurozona in difficoltà proprio tramite i suoi acquisti di titoli. Draghi ha dichiarato che il Quantitative easing «è solo una politica monetaria espansiva, che non ha nulla a che vedere con i Paesi che sono sotto in programma di aggiustamento». Ha anche negato conflitti d’interessi, quando da un lato trattava da creditore con il governo di Atene il piano di salvataggio e dall’altro decideva di non accettare più i titoli di Stato ellenici come garanzia collaterale per le banche finanziate dalla Bce, che è «pronta a ripristinare la deroga sui bond greci se alla prossima riunione il Consiglio direttivo valuterà che ci sono tutte le condizioni rispetto al programma» di Atene approvato martedì scorso dall’Eurogruppo.

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