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La spinta dell’Imu sulle tasse Il Pil giù, il gettito sale del 4,4%

L’economia va male ma le entrate tributarie corrono. In avanti ovviamente. Tra gennaio e ottobre sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo quasi i 322 miliardi di euro. La cosa stride perché quando si è in recessione e la disoccupazione cresce, in genere i redditi diminuiscono, o comunque non aumentano, e il gettito cala. Ma nel 2012, spiega il ministero dell’Economia diffondendo i dati, hanno agito le misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011 per riequilibrare i conti pubblici: e cioè l’acconto Imu, l’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, l’imposta di bollo e l’imposta di fabbricazione sugli oli minerali. Ma c’è anche qualcosa d’altro a guardare le cifre, perché a portare nelle casse dello Stato più soldi dello scorso anno sono stati soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati. In misura minore hanno pagato di più un po’ tutti, pure le imprese, tranne i lavoratori autonomi. Se l’analisi si fa poi sulle entrate relative alle imposte dirette e a quelle indirette, spicca la diminuzione del gettito Iva che pure è stata aumentata di un punto. Colpa della crisi, ovviamente, che soffoca la domanda interna ma come non ricordarsi che l’Iva è il tributo preferito dagli evasori?
Vediamo i dati nel dettaglio: nei primi dieci mesi dell’anno le entrate tributarie si sono attestate a 322.814 milioni di euro, 12.343 milioni in più del 2011, al netto dell’imposta sostitutiva una tantum sul leasing immobiliare registrata nel mese di aprile 2011. Le imposte dirette sono aumentate del 5%, cioè di 8.234 milioni di euro.
Il gettito Ire (131.437 milioni di euro) evidenzia un lieve incremento dello 0,3% che riflette l’andamento positivo, «per colpa dei conguagli», delle ritenute sui redditi dei dipendenti privati pari a oltre 55 miliardi di euro, un miliardo in più — l’1,9% — di un anno fa e di quelle sui redditi dei dipendenti pubblici e soprattutto dei pensionati (51.276 milioni di euro complessivi, lo 0,4% in più pari a 228 milioni di euro) a cui fa fronte il minor incasso del prelievo dei lavoratori autonomi, pari a 10.914 milioni di euro, 523 milioni — il 4,6% — in meno del 2012 e delle ritenute d’acconto applicate sui bonifici per usufruire di oneri deducibili o di spese detraibili.
Quanto alle imprese e alle società il gettito Ires ha raggiunto i 20 miliardi e mezzo (l’1,1%, pari a 231 milioni di euro, in più) mentre tra le altre imposte dirette si è registrato un significativo incremento dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale (+2.866 milioni di euro, pari a +53,9%). Le imposte indirette fanno invece rilevare un incremento complessivo del 2,8% (4.109 milioni di euro in più).
In flessione però il gettito Iva (-2,0% pari ad un calo di 1.781 milioni di euro) che pure è aumentata di un punto nel periodo. In salita del 29,3% il gettito delle imposte sulle transazioni e quello pari al 126,6% dell’imposta di bollo dovuto al rincaro delle tariffe di bollo applicabili su conti correnti, strumenti di pagamento, titoli e prodotti finanziari, nonché all’anticipo del versamento dell’acconto sull’imposta di bollo. Tra le altre imposte indirette in crescita il gettito dell’imposta di fabbricazione sugli oli minerali (22% pari a 3.485 milioni di euro) sostenuto dai rincari delle accise.
In discesa sono poi le entrate relative ai giochi, che si riducono complessivamente del 6,7% (-765 milioni di euro) soprattutto per il calo dei proventi del lotto contrastato dal successo delle lotterie istantanee e delle macchinette. A portare soldi — 5.791 milioni, 479 in più — nelle casse dell’Erario sono state anche le attività di accertamento e controllo antievasione.

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