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La spinta della produzione industriale Il premier: impensabile solo 2 anni fa

L’industria alimentare, quella estrattiva e soprattutto la fabbricazione di auto fanno crescere a luglio del 4,4% la produzione rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E nei primi sette mesi del 2017 la produzione aumenta del 2,6 rispetto al medesimo periodo del 2016. I dati dell’Istat fanno dire al premier Paolo Gentiloni che numeri del genere «solo uno o due anni fa li avremmo considerati impossibili da raggiungere». Se Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, avanza dubbi «sui dati così buoni come la propaganda del governo vorrebbe fare credere» e sottolinea che «restiamo ultimi in Europa quanto a Pil e a disoccupazione», il segretario del Pd, Matteo Renzi, twitta: «Noi portiamo l’Italia fuori dalla crisi. Salvini e Grillo portano l’Italia fuori dall’euro».

Tornando all’analisi della produzione industriale, l’Istituto di statistica rivela che in termini congiunturali a luglio la produzione aumenta solo dello 0,1% rispetto a giugno e nel trimestre maggio-luglio dell’1,4 rispetto ai tre mesi precedenti. Ben diversi i numeri tendenziali a luglio: i beni strumentali crescono del 5,9%, seguiti da beni di consumo (+4,1), intermedi (+3,5) e l’energia (+3,3). Approfondendo i settori dove l’economia sta continuando a crescere, a luglio 2017 i migliori risultati rispetto allo stesso mese del 2016 sono emersi nell’attività estrattiva (+8,4%), nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (+8), nell’industria alimentare e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (tutte a +6,9). Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, definisce i dati dell’Istat «un nuovo segnale positivo della ripresa del sistema manifatturiero». Poi il ministro guarda avanti: «Il Piano Industria 4.0 funziona nello stimolare gli investimenti delle imprese, ma ora bisogna continuare a lavorare sulle politiche dell’offerta, concentrando risorse a beneficio delle imprese che producono e creano lavoro». E la Cisl parla di «dati confortanti, ma bisogna rendere duratura la crescita». Soddisfatta la Coldiretti: «La ripresa del mercato interno è accompagnata dal record nelle esportazioni alimentari (+10,9%) nei primi 7 mesi dell’anno rispetto al 2016».

Francesco Di Frischia

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