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La spinta della Fed all’economia Usa fa correre i mercati

Non si è presentato a mani vuote il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ieri all’audizione davanti alla Commissione bancaria del Senato Usa per presentare il rapporto sulla la strategia monetaria. La decisione della scorsa settimana di lasciare invariati i tassi di interesse gli aveva attirato numerose critiche. Lunedì sera (ora italiana) la banca centrale americana ha annunciato che acquisterà bond di singole società fino a 750 miliardi di dollari nell’ambito dei suoi sforzi a sostegno del corretto funzionamento del mercato.

Una rassicurazione che ieri ha spinto i mercati, insieme alla decisione della Bank of Japan di aumentare la dotazione dei programmi di aiuto alle imprese crisi a causa della pandemia, al dato migliore delle attese sulle vendite al dettaglio negli Usa e al piano infrastrutturale allo studio negli Stati Uniti da mille miliardi. Anche la notizia che il desametasone ha mostrato efficacia nel curare il Covid-19 nei pazienti gravi ha contribuito a far volare le Borse: i listini europei hanno tuttavia limitato i guadagni sul finale in seguito ai dati sui nuovi contagi in Texas, Florida e Cina. Piazza Affari è stata la migliore chiudendo a +3,46%, seguita da Francoforte +3,39%, Londra +2,94% e Parigi +2,84%. In rialzo, anche se lontano dai massimi, il prezzo del petrolio: il future luglio sul Wti (il greggio americano) sale dell’1,4% a 37,64 dollari al barile, mentre la consegna agosto sul Brent (il barile del Mare del Nord) guadagna 1,51% a 40,32 dollari.

Wall Street, dopo un’ondata di entusiasmo, ha rallentato la corsa per chiudere comunque in positivo: il Dow Jones a +2,04% e il Nasdaq a +1,75%. Per i listini americani il dato delle vendite al dettaglio ha restituito un po’ di fiducia. Il +17,7% rispetto al mese precedente segna il maggior incremento dal 1992 e arriva dopo il crollo di aprile quando gli Stati Uniti erano in pieno lockdown. In termini numerici equivale a 486 miliardi di dollari, meno di quanto registrato a febbraio, quando le vendite al dettaglio erano state pari a 527 milioni, ma molto meglio delle previsioni di alcuni economisti. Una percentuale accolta con entusiasmo su Twitter dal presidente Usa Donald Trump: «Molto meglio di quanto previsto».

Il presidente della Fed Powell ha però avvertito che nonostante alcuni recenti segnali positivi, rimane una «significativa incertezza» sulla ripresa dell’economia statunitense post Covid e che potrebbero esserci danni «a lungo termine», in particolare a causa della disoccupazione e dei fallimenti delle piccole imprese. A meno che i consumatori non si sentano sicuri che il coronavirus sia stato sconfitto, «una piena ripresa è improbabile», ha detto nella sua audizione al Senato, spiegando che i più colpiti sono stati i cittadini con basso reddito e le minoranze. Powell ha rassicurato sul sostegno della Fed: «Ci impegniamo a utilizzare la nostra gamma completa di strumenti per sostenere l’economia — ha detto — e per contribuire ad assicurare che la ripresa da questo difficile periodo sia la più robusta possibile». Prima che le misure di blocco avessero pieno effetto a livello nazionale, la Fed aveva azzerato i tassi d’interesse e aumentato la liquidità, per poi lanciare una serie di programmi di prestiti a sostegno delle imprese e dei governi statali e locali.

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