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La spinta della crescita, il Pil sale dell’1,8%

Ancora un più davanti. Nel terzo trimestre del 2017, il Pil italiano è aumentato dello 0,5% rispetto a tre mesi fa e dell’1,8 rispetto allo stesso periodo del 2016. Una variazione acquisita, sottolinea l’Istat che ha fatto la stima preliminare, sull’1,5%, cifra che anche il Fondo monetario internazionale stima per la crescita in Italia nel 2017. «Questo è un dato importante — ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni —, l’economia accelera per merito delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori, il sistema italiano si è messo in moto». Ma, avverte il premier, forse pensando ai 4 mila emendamenti presentati sulla manovra, «non dobbiamo disperdere e dilapidare questi risultati».

Nel terzo trimestre il Prodotto interno lordo dell’Italia è cresciuto più che in Gran Bretagna (+0,4%) e Olanda (+0,4%) e come in Francia. E se l’Eurozona segna un +0,6% e gli Stati Uniti un +0,7%, Germania e Spagna continuano a correre entrambe con lo 0,8%.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan su Twitter ricorda che «dal 2014 in Italia il Pil pro capite cresce più che altrove» e rivela che «c’è grande ottimismo tra gli investitori perché l’Italia cresce come si pensava, anzi un po’ di più». Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda invita alla cautela: «L’Italia sta camminando ma bisogna fare attenzione a non perdere l’abbrivio, c’è ancora molto da fare». Ma Matteo Renzi azzarda: «Nel 2018 raggiungeremo la Germania perché i dati sulla produzione industriale vanno in quella direzione. Fino a tre anni fa la situazione era drammatica, ma poi ci siamo tirati su le maniche e abbiamo bloccato l’emorragia, il tempo dimostra chi aveva ragione».

Secondo l’Istat, la crescita tendenziale del Pil all’1,8% è la più alta da oltre 6 anni. La variazione dell’1,5% per il 2017 è la sintesi di una contrazione nel comparto dell’agricoltura, gravato dalla siccità, e di un aumento nei settori dell’industria e dei servizi. Cresce sia la domanda interna (al lordo delle scorte) sia quella estera. Ma, notano al Mef, non è escluso che la crescita annuale possa ancora migliorare ed essere «un po’ più alta» di quell’1,5% fissato nella nota di aggiornamento al Def.

E se il settore dell’agricoltura è in sofferenza (Coldiretti conta danni sopra i due miliardi di euro nel 2017 causati dal clima impazzito), il turismo invece continua a crescere. Confesercenti lo definisce «uno dei motori fondamentali del rilancio della nostra economia» che «ha segnato un’estate record di successi e che pesa, in termini di valore aggiunto, per oltre il 10% del totale» e perciò invita il governo a «impegnarsi con una seria politica di sviluppo turistico».

Per quanto riguarda l’inflazione invece, l’indice nazionale dei prezzi al consumo nello scorso mese di ottobre è sceso dello 0,2% su base mensile ma è aumentato dell’1% rispetto all’ottobre 2016 (in settembre era +1,1%). L’Istat ha spiegato che il lieve rallentamento è dovuto quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi di servizi vari (-1,1%), come ad esempio quelli per l’istruzione universitaria dopo l’entrata in vigore delle nuove regole sulle rette per gli studenti. Aumentano invece i prezzi degli alimentari non lavorati (+3,8%) e quelli degli energetici regolamentati (+3,9%). L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l’indice generale.

Claudia Voltattorni

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