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La spinta del governo: Tim, useremo i poteri speciali

È stata posticipata di 24 ore la riunione del comitato per il «golden power» che deve decidere sul destino di Tim. L’incontro che si doveva tenere ieri sera a Palazzo Chigi è stato rinviato a oggi. Il comitato deve valutare se Vivendi aveva l’obbligo di notificare il controllo «di fatto» sul gruppo telefonico e se, su questa base, il governo deve attivare la procedura per l’eventuale esercizio dei poteri speciali sugli asset strategici di Tim.

«Domani c’è la riunione del comitato e vedremo cosa dice — ha commentato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda —, io come noto penso ci siano gli estremi per esercitarla». Il comitato deve innanzitutto decidere se sanzionare Vivendi per non aver notificato l’acquisto del 24% di Tim ai sensi della legge sul «golden power». La notifica da parte della media company presieduta da Vincent Bolloré in realtà è arrivata, ma solo il 15 settembre. Questo potrebbe aver avuto l’effetto di bloccare la sanzione per omessa notifica. «C’era la necessità per l’articolo 1 e 2 della legge sul golden power innanzitutto di notificare — ha spiegato Calenda — e, per quanto riguarda la sicurezza in particolare, esiste un tema reale che va gestito in modo equilibrato e assolutamente non punitivo».

Quanto all’esercizio dei poteri speciali, stando alle parole del ministro, la decisione sembra scontata ma non lo sono, invece, i possibili rimedi che il governo potrebbe chiedere a Vivendi. È possibile che Palazzo Chigi imponga un riequilibrio della governance di Sparkle, la società che possiede la rete internazionale, o la cessione, tutta o in parte. L’infrastruttura nazionale potrebbe invece restare nel perimetro di attività di Tim, in attesa che si chiariscano gli scenari anche per quel che riguarda gli equilibri in Open Fiber.

Procede intanto il lavoro di Egon Zehnder per l’individuazione del nuovo amministratore delegato di Tim. Tra oggi e domani si riunirà il comitato nomine in vista del consiglio d’amministrazione in agenda domani. Le voci vanno tutte in direzione di Amos Genish, il manager israeliano a cui Bolloré ha affidato l’azienda dopo l’uscita di Flavio Cattaneo, sul quale però non ci sarebbe ancora una completa convergenza.

Federico De Rosa

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