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«La speculazione è tornata, rischi per la stabilità globale»

di Mario Sensini

ROMA— Al Tesoro parlano di accantonamento puramente «precauzionale» . Un taglio del 10%al bilancio di tutti i ministeri, immediatamente operativo, anche se non ancora definitivo. Il problema è che l’asta per la vendita delle frequenze liberate dal passaggio dalla tv analogica a quella digitale non decolla, e la prospettiva di incassare dagli operatori telefonici i 2,4 miliardi di euro entro l’anno, previsti nel bilancio del 2011, si sta allontanando. Così al ministero dell’Economia sono corsi ai ripari. Anche perché, come ha detto ieri sera il ministro ad «Annozero» su Rai2, in un dibattito con Ferruccio de Bortoli ed Eugenio Scalfari, alcuni elementi che hanno determinato la crisi finanziaria sono ancora lì, come «la massa dei derivati che incombe come un rischio immanente» , e non è il caso di allentare la linea del rigore. Grazie alla clausola di salvaguardia inserita nella legge di Stabilità del 2011, che prevedeva il recupero del mancato incasso (che per giunta è un’una tantum) con un taglio alle dotazioni finanziarie dei ministeri, la Ragioneria generale dello Stato, in attesa di vedere quale sarà la sorte dell’asta per le frequenze, ha disposto il congelamento dei fondi ministeriali. Ed è così che in queste ore, aprendo i file della contabilità, i tecnici del governo stanno scoprendo l’amara novella. Due giorni fa al ministero dei Beni culturali si sono accorti dell’accantonamento di 26 milioni di euro sui 258 del Fondo unico per lo spettacolo. Ieri è saltato fuori il congelamento di altri 50 milioni di euro per il 2011, anche in questo caso il 10%della dotazione del Fondo alimentato dai proventi del gioco del Lotto e del Fondo spese ordinario. Al ministero degli Interni lo stupore è stato ancora più grande. Dal bilancio del 2011 sono spariti, da un giorno all’altro, quasi 300 milioni di euro. «Accantonati» , come i fondi dei Beni culturali, dell’Ambiente, dell’Istruzione, del ministero di Grazia e giustizia. Al ministero della Difesa lamentano il congelamento di 230 milioni, non bastassero i tagli fatti negli anni passati che hanno ridotto la voce dei consumi intermedi (quella che comprende per esempio l’addestramento, le scorte, la manutenzione dei mezzi) dai 3,9 miliardi di euro del 2003 ai 900 milioni stanziati per quest’anno. Anche se proprio il ministero della Difesa, che rifiuterebbe di liberare un certo spettro di frequenze molto appetite dagli operatori, sarebbe una delle cause all’origine dei ritardi nell’asta delle frequenze dalla quale il governo contava di recuperare i fondi per coprire parte delle esigenze di bilancio del 2011. Fatto sta che al Tesoro, considerati anche gli ultimi allarmi lanciati dalla Banca centrale europea, e l’uscita ancora lenta e incerta dalla crisi degli ultimi due anni, prevale la linea della massima prudenza sui conti pubblici. «Il volume dei derivati è tornato ai livelli precedenti la crisi. Ti sembra di aver ucciso un mostro e ne spunta subito un altro. Questa volta — ha detto Tremonti ad «Annozero» , esponendo le sue tesi alla lavagna — è la speculazione violentissima che ha colpito i prodotti alimentari e il petrolio» , e che secondo il ministro dell’Economia è all’orgine delle sommosse che si stanno espandendo dal Nord Africa fino all’Oceano Indiano. «La speculazione per noi significa carovita. Per i Paesi africani e in genere quelli in via di sviluppo, significa la vita, ed è la speculazione, insieme alle diseguaglianze e alla corruzione, uno dei fattori che ha scatenato le rivolte che abbiamo visto» . E che rappresentano per l’Europa anche una minaccia "politica". «La paura genera instabilità e incertezza, anche nei nostri Paesi. E sul binario della paura — ha detto il ministro dell’Economia — c’è anche la paura per il tuo futuro e la paura dello straniero. Se non gestiamo bene questa fase l’Europa va tutta all’estrema destra. E tutto il Nord Europa, anche se nessuno dice queste cose, è già in mano ai governi della destra» .

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