Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Spagna pronta a chiedere gli aiuti

La Spagna è tornata questa settimana a lanciare nuovi segnali di una prossima richiesta di aiuti europei pur di calmare i mercati finanziari sempre molto nervosi sul futuro finanziario del Paese. Le indicazioni, rimbalzate sulla stampa ieri, hanno provocato la reazione positiva della Borsa madrilena e dei titoli di Stato spagnoli. Tuttavia, i tempi di una eventuale richiesta di aiuti da parte della Spagna restavano ieri sera ancora tutti da decidere.
Il ministero delle Finanze a Madrid ha organizzato lunedì un incontro con alcuni giornalisti della stampa internazionale. In questa circostanza, i funzionari hanno tratteggiato a grandi linee una eventuale domanda di sostegno europeo. Il governo Rajoy punta su una linea di credito precauzionale. A differenza di un salvataggio sovrano, lo strumento previsto dal Trattato del Meccanismo europeo di stabilità (Esm) consentirebbe al Paese di continuare a finanziarsi sul mercato.
Da Berlino, due deputati della coalizione democristiana-liberale interpellati da Bloomberg hanno fatto capire di appoggiare l’idea di una linea di credito alla Spagna: «È una possibilità», ha detto Norbert Barthle, portavoce Cdu per le questioni di bilancio. Le prese di posizione sono sembrate ambigue, non tali da confermare in modo univoco un cambio di atteggiamento del governo Merkel che ha sempre guardato con nervosismo a un aiuto che avrebbe bisogno del benestare del Bundestag.
Le cancellerie europee cercavano ieri di capire quali fossero esattamente le intenzioni del Governo spagnolo. Alcuni diplomatici sostenevano che – per sondare e calmare i mercati – Madrid abbia voluto chiarire agli investitori che tutto è pronto per una richiesta di aiuto, senza per questo aver deciso se e quando compiere un passo sempre controverso. Ieri sera l’operazione sembrava aver avuto successo. La Borsa spagnola ha chiuso in rialzo del 3,41%.
La partita politica è complicata. Il governo Rajoy teme l’impopolarità di una richiesta di aiuto, soprattutto mentre alcune regioni del Paese – la Galizia in ottobre, la Catalonia in novembre – si apprestano a votare. Il vice premier Soraya Saenz de Santamaria aveva precisato giovedì scorso che prima di chiedere aiuto Madrid vorrà essere sicura che il sostegno «si materializzerebbe» e che avrebbe l’appoggio di tutti i Paesi. A questo proposito, lunedì il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha ricordato che una richiesta spagnola peserebbe anche sul debito italiano: «Se scatteranno gli aiuti alla Spagna per non meno di 100 miliardi, la quota parte italiana sarà pari a un altro punto e mezzo di Pil».
«Paradossalmente alla Spagna la presenza di Paesi contrari o comunque freddi fa comodo», spiegava ieri un diplomatico europeo. La questione è complessa. Oltre all’opportunità politica, ci sono anche dubbi pratici. C’è chi si chiede se la richiesta di una linea di credito possa essere sufficiente per calmare i mercati e se l’intervento della Banca centrale europea, con acquisti di titoli sul mercato, seguirebbe senza intoppi.
In serata Madrid ha superato anche la prova Moody’s: lo spettro di un downgrade è stato per il momento accantonato, con l’agenzia di rating che ha confermato la propria valutazione Baa3 nonostante un outlook negativo. Ma l’agenzia di rating torna a mettere in guardia sulla «fragilità» dell’Ue e sul rischio di un’uscita di Atene da Eurolandia che non è per nulla scongiurato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa