Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Spagna fa tremare Borse e spread

Dalle crisi di Spagna e Grecia, passando per le polemiche interne alla Ue sulla vigilanza bancaria e sull’uso del fondo salva Stati, sono stati diversi i fronti che ieri hanno incendiato le Borse, facendo precipitare i mercati anche del 4% come non si vedeva da tempo. La peggiore è stata Madrid, -3,92%, seguita da Milano a -3,29%, e poi da Parigi, Francoforte e Londra, tutte in negativo. Complessivamente le Borse hanno bruciato 133 miliardi e gli spread sono tornati a salire, quello italiano a 375, quello spagnolo a 460. Analogamente, nell’asta dei Bot a sei mesi di ieri il rendimento ha sì continuato la discesa ma meno delle attese, a 1,5% (da 1,58%). Anche la Germania ne ha risentito, con un’asta di Bund che ha raccolto 3,2 miliardi contro i 4 stimati grazie soprattutto agli acquisti della Bundesbank. Oggi si vedrà se continuerà la volatilità sul mercato e si verificherà la tenuta dello spread nell’asta dei Btp a 5 e 10 anni.
Più forti dell’ottimismo di martedì dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, sono state le tensioni in Spagna per un eventuale ricorso all’aiuto del fondo salva-Stati Esm (European stability mechanism), non escluso dal premier Mariano Rajoy: «Posso assicurare al 100% che chiederei il salvataggio se i tassi sul debito restassero troppo alti per troppo tempo». Ieri i rendimenti dei bonos sono tornati oltre il 6%, un livello precedente all’annuncio della Bce dell’acquisto illimitato di titoli di Stato, anche per i venti secessionisti che soffiano dalla Catalogna e le proteste di piazza di questi giorni. Il mercato dà per molto probabile che la Spagna chiederà l’intervento della Ue, anche se si tratterà di vedere se le condizioni saranno «ragionevoli», ha precisato sempre Rajoy.
Oggi il governo di Madrid – il cui Pil è visto in ulteriore calo dall’attuale -1,3% – presenterà nuove misure di austerity con probabili strette sulle pensioni e aumenti di tasse, oltre a una vigilanza esterna sulla situazione contabile del Paese. La situazione spagnola influenza inevitabilmente l’Italia sui mercati, anche se ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha ribadito che «non abbiamo bisogno di aiuti, un aiuto importante è già essere parte dell’area euro». E anche Atene è tornata sotto i riflettori: il governo di Antonis Samaras dovrebbe trasmettere oggi ai partiti della coalizione il nuovo piano di tagli da 11,5 miliardi, per poi essere comunicato alla «troika» Fmi-Bce-Ue per ottenere la tranche da 31,5 miliardi di aiuti. Ma i timori sono che alla fine la Grecia debba avere bisogno di due anni in più per applicare le riforme, troppo rigide per la popolazione: ancora ieri ci sono stati scontri ad Atene.
In questo quadro s’è inserita la frenata di Germania, Olanda e Finlandia (cui si è aggiunta l’Austria, quarto Paese tripla A), i cui ministri delle Finanze hanno avvertito che l’Esm non potrà intervenire fino a quando non vi sarà uno schema europeo di sorveglianza bancaria, che però tarda a venire. E fino ad allora le perdite delle banche dovrebbero essere coperte dai governi nazionali. Per la Spagna – bisognosa di circa 60-80 miliardi per i suoi istituti – sarebbe una mazzata ulteriore. Ieri un portavoce della Commissione Ue non ha nascosto il disappunto di Bruxelles per una mossa (derubricata diplomaticamente a «contributo alla discussione») che tenta di rimettere in discussione gli accordi anti-crisi di giugno.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa