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«La soglia del 3%? Non per gli evasori»

Nuove regole sul Fisco, sul riordino dei contratti previsto nel Jobs act e sulla «concorrenza» (nel solco tracciato dall’Antitrust). Il prossimo Consiglio dei ministri del 20 febbraio, dopo l’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica, rappresenta un altro passo strategico per il premier Matteo Renzi che vuole premere sull’acceleratore delle riforme. 
Molto attesi sono i decreti attuativi delle legge delega sul Fisco: l’ex sindaco di Firenze vorrebbe presentarli tutti, compresa la norma ribattezzata «salva Berlusconi» che il 24 dicembre l’esecutivo aveva approvato prima di trasmetterla al Parlamento per un parere. Dopo le furiose polemiche e il ritiro del documento da parte del governo, lo stesso Renzi difende la legge e ai microfoni di Rtl 102.5 spiega: «Sulla norma del 3% stiamo valutando, verificando: vedremo se cambiarla e come. Il senso è che se fai il furbo e ti becco, ti stango, ti faccio pagare il doppio, ma non diamo corso al processo penale se c’è buona fede. Berlusconi non c’entra niente, ma bisogna dividere tra gli evasori e chi fa errori in buona fede». Su questo punto il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, mette dei paletti: «Nel decreto fiscale, se anche decidessimo di lasciare in piedi la regola del 3%, andrà in ogni caso tolto il reato di frode documentale, da quelli per i quali opera questa franchigia. Su tutto il resto si può discutere».
Renzi annuncia anche novità per le partite Iva: «Nei decreti delegati sul Fisco c’è lo spazio per modificare in meglio le norme». Si dovrebbe così sistemare il pasticcio sulle nuove disposizioni fiscali sui minimi e sui contributi all’Inps che aveva scatenato le proteste di migliaia di liberi professionisti (700 mila in Italia). Il 20 febbraio l’esecutivo ha in programma di approvare un altro decreto attuativo del Jobs act , quello che riguarda i codici dei contratti. «Dopo tante promesse — auspica Susanna Camusso, leader della Cgil — ci aspettiamo un intervento che porti a cancellare le forme precarie che ci sono e che abbia il coraggio di intervenire rispetto agli stessi provvedimenti annunciati». Di parere opposto il senatore Maurizio Sacconi (Area popolare), presidente della commissione Lavoro: «Un eventuale irrigidimento ulteriore delle tipologie contrattuali produrrebbe l’effetto negativo già sperimentato con la legge Fornero. Per parte nostra sarebbe davvero inaccettabile perché bruceremmo ancora posti di lavoro». Replica Gigi Petteni (Cisl): «Il vero nodo è fare pulizia sulle tipologie contrattuali, cancellando le forme spurie di flessibilità e di falso lavoro autonomo».
Tra i provvedimenti figura anche il disegno di legge sulla «concorrenza» che abbraccia molti settori tra i quali pedaggi autostradali, porti, Rc auto, farmacie e ordini professionali in sanità e giustizia. Tra le norme che circolano nelle bozze, l’abrogazione dal 30 giugno prossimo dei prezzi «protetti» del gas (regime di «maggior tutela») per le utenze domestiche e dal 30 giugno 2016 di quelli dell’energia elettrica casalinga. Regole che toccano interessi di molte lobby .

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