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La società-socio non fa da argine

La presenza di una società di capitali a base ristretta societaria tra i soci di un’altra società di capitali non impedisce la presunzione di distribuzione degli utili extrabilancio in capo ai soci. Lo ha stabilito la sezione quinta della cassazione nell’ordinanza n.13841/2021. Una società di capitali composta da un numero limitato di soci, legati spesso da vincoli di parentela e/o affinità, viene spesso collocata tra le società a ristretta base azionaria. La giurisprudenza oramai consolidata è arrivata ad equiparare queste società a base ristretta con le società di persone; così viene ritenuto legittimo assoggettare a tassazione i maggiori utili extra-bilancio non dichiarati e accertati nei confronti della società, direttamente in capo ai soci, presumendo che tali utili occulti siano stati loro distribuiti. Nello specifico, la Cassazione ha confermato tale impostazione anche nel caso in cui tra i soci sia presente un’altra società di capitali, precisando che il presupposto in base al quale sia legittimo presumere che vengano distribuiti ai soci gli utili in nero accertati alla società di capitali a ristretta base azionaria, sia ravvisabile proprio nell’esiguità del numero dei compartecipi, nel vincolo di solidarietà tra loro, nella possibilità che ciascuno ha di conoscere gli affari societari, nel reciproco controllo. La ridotta compagine sociale, quindi, rappresenta a tutti gli effetti la chiave di volta che consente al fisco di presumere la distribuzione di utili in capo ai soci, di recuperare le imposte da questi non versate (unitamente a sanzioni e interessi) e di ribaltare su di loro l’onere di dimostrare in giudizio il contrario. I giudici motivano questa decisione sul fatto che le società di capitali, dopo la riforma del diritto societario del 2004 si siano molto avvicinate al sistema tipico delle società di persone, e questo sia in tema di conferimenti che di finanziamento dell’attività di impresa; inoltre la ristrettezza della base sociale anche nelle società a responsabilità limitata, al pari delle società di persone in cui il socio conosce tutte le vicende societarie, legittima la presunzione che in presenza di utili extra contabili non contabilizzati siano distribuiti tra i pochi soci della srl.

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