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La Sea in Borsa entro ottobre

di Mara Monti

La quotazione della Sea, la società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa, è pronta per il decollo. Dopo l'approvazione del bilancio di previsione 2011 da parte del Consiglio comunale e della delibera della Giunta sul collocamento delle azioni, il cda ha dato il via libera all'iter che entro la fine di ottobre porterà la Sea a Piazza Affari.

Individuati i global coordinator che saranno Mediobanca, come sponsor, Morgan Stanley e Banca Imi (Intesa Sanpaolo), mentre l'incarico di financial advisor verrà conferito a UniCredit. Tra i consulenti è stata nominata Roland Berger insieme agli advisor legali Bonelli Erede Pappalardo e Cravath Swaine & Moore LLP. Da definire, invece, l'advisor del Comune. Il prossimo passo sarà la convocazione dell'assemblea degli azionisti entro aprile per gli adempimenti necessari al processo di quotazione, a cominciare dalle modifiche allo statuto che dovrà essere adeguato allo status di società quotata. Sulla base di queste scadenze, il prospetto informativo potrebbe essere depositato in Consob e in Borsa Italiana entro il prossimo luglio. I dettagli dell'operazione che dopo l'aumento di capitale porterà in Borsa tra il 25% e il 35% della Sea, quota che consentirà al Comune di mantenere il controllo con il 51% dall'attuale 84%, sono stati spiegati ieri dal presidente Giuseppe Bonomi nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio: entro domani la delibera della Giunta arriverà in aula per l'approvazione definitiva. «L'ampiamento della compagine sociale – ha spiegato Bonomi – permetterà il rafforzamento della posizione finanziaria e patrimoniale della società consentendole di meglio supportare il proprio piano di investimenti» finora approvato per 1,4 miliardi di euro. L'offerta pubblica di sottoscrizione prevede una tranche da riservare ai dipendenti sulla base di un piano già approvato dai sindacati, agli amministratori della società, ai residenti della Lombardia e in generale ai piccoli azionisti.

Prevista una bonus share destinata ai sottoscrittori di azioni nell'ambito dell'offerta pubblica mentre il lock up è stato fissato in 180 giorni. Il nodo del dividendo straordinario che in un primo momento sembrava dovesse essere distribuito ai soci prima della quotazione, secondo Bonomi «è condizionato alla positiva conclusione del processo di quotazione», quindi non prima dell'autunno. Sull'ammontare del dividendo straordinario, il comune si attende di incassare dall'operazione 160 milioni di euro in parte provenienti dalla parte ordinaria (50 milioni) il resto dalla distribuzione delle riserve che tenendo conto degli utili portati a nuovo ammontavano al 31 dicembre 2009 a 175,5 milioni di euro.

In commissione, Davide Corritore vicepresidente del Consiglio comunale (Pd) ha chiesto che nella delibera venga espressa una forchetta di prezzo per evitare «di affidarci soltanto al mercato». Per Bonomi «anticipare qualsiasi indicazione è pericoloso perché rischia di alterare le valutazioni».

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