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La scure di Murdoch chiuso il tabloid pietra dello scandalo

di Fabio Cavalera

LONDRA— Lei. Proprio lei la regina della «gutter press» , della stampa pettegola di bassa fattura, lei, la Rebekah Brooks che dirigeva nel 2002 il tabloid degli spioni, nel primo pomeriggio di ieri ha avuto il coraggio di presentarsi in redazione e di annunciare allo staff quello che poi James Murdoch avrebbe più tardi pubblicamente confermato: «Il News of the World chiude» . E chiude subito, travolto e affondato dall’ «hackgate» , il Watergate britannico. Domenica sarà l’ultimo numero in edicola dopo 168 anni di storia, di gossip amorosi e sessuali sfrenati, di intrusioni, di porcherie gonfiate e di scoop. Due milioni e 800 mila copie di diffusione domenicale che spariscono. L’immagine della testata è compromessa. Ha pianto Rebekah, davanti ai suoi collaboratori. Ma erano lacrimoni ipocriti perché quando il News of the World rubava i messaggi e le conversazioni dai cellulari di tre ragazzine-bambine sequestrate e uccise, quando li rubava dai cellulari dei militari morti in Afghanistan e Iraq, era la rossa Rebekah che stava alla testa del giornale. Però la signora si è giustificata sostenendo che era in vacanza e non sapeva che alcuni reporter avevano ordinato all’investigatore privato Glenn Mulcaire di intercettare 4 mila ignari cittadini e di scipparne le confidenze. Rebekah Brooks ha scalato il gruppo Murdoch, è diventata la numero uno di News International, la società attraverso la quale lo «Squalo» controlla quotidiani inglesi e americani, e, cinica e perfida, ha scaricato le sue responsabilità. Chi paga sono i giornalisti e gli amministrativi del News of the World, 500 dipendenti, quelli che con la storiaccia nulla hanno a che spartire in quanto ai tempi dell’hackeraggio dal 2002 al 2006 non c’erano o di altro si occupavano. «Ma è lei la responsabile» , si sono ribellati. Il leader laburista Ed Miliband li appoggia: «Se c’è una persona che deve andare via è Rebekah Brooks» . I Murdoch, il boss Rupert e il figlio James, sono con l’acqua alla gola. L’ «hackgate» li sta travolgendo. Sacrificano il News of The World sull’altare. E salvano (per quanto?) la loro Rebekah, con la quale però— dice la Sky News londinese— avrebbero già discusso le dimissioni. Le azioni perdono quota. Gli inserzionisti pubblicitari scappano. E la conquista di BSkyB, la piattaforma per le trasmissioni satellitari, l’affare televisivo del secolo (una decina di miliardi di dollari), che sembrava chiuso, slitta a dopo l’estate. È uno scandalo. Nessuno ne è fuori. Nessuno può scappare: i pesci piccoli e i pesci grossi. Finalmente il muro dell’omertà si sgretola. Il Times, che pure è della scuderia Murdoch, annuncia arresti imminenti fra i manager di News International. Che stia per scoccare l’ora di Rebekah? I rumor portano a più indirizzi eccellenti. Il primo è quello della «Lady» che licenzia i colleghi. Poi quello dell’ex direttore di News of the World, Andy Coulson, che dal giornalismo pettegolo e spione era passato direttamente nel circolo dei più influenti collaboratori del premier David Cameron. Andy Coulson ha lasciato Downing Street dove era responsabile della comunicazione, ma nel mirino degli investigatori è rimasto. Che cosa sapeva dell’hackeraggio? Amelia Hill del Guardian, in tarda serata, annuncia che Scotland Yard l’avrebbe già allertato: domani (oggi per chi legge) Andy Coulson sarà arrestato. Per Cameron, se l’indiscrezione è fondata, si apre una voragine politica. Il capo del governo ha promesso «una rigorosa commissione d’indagine pubblica» , ma fra gli stessi conservatori, a cominciare dal sindaco di Londra Boris Johnson, gli si chiede più coraggio, gli si chiede di spezzare i legami con Andy Coulson (ormai alla vigilia della prigione) e con Rebekah Brooks, pentita del suo antico laburismo, oggi scatenata fan «tory» . Proprio Rebekah convinse lo «Squalo» Rupert Murdoch, nelle elezioni generali dello scorso anno, a spostare le bocche di fuoco editoriali, il News of the World, il Sun e il Times, sul fronte conservatore. L’ «hackgate» si abbatte sui centri del potere editoriale, del potere politico ma anche sulla polizia. Scotland Yard aveva già indagato sull’hackeraggio ma aveva insabbiato. Poi è ripartita. Perché aveva chiuso in fretta e furia il fascicolo? Un capitolo da scoprire.

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