Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La scommessa di Messina “ In quattro anni Banca Intesa sarà la prima in Europa”

Intesa Sanpaolo sforna un piano quadriennale amico degli investitori, con cui si candida a essere «la banca numero uno in Europa». Sopra le rivali francesi e tedesche, che per l’ad Carlo Messina presto potrebbero avere grane dal regolatore: «Noi stiamo facendo i compiti ma dal 2019 auspico che lo stesso lavoro sia fatto sulle banche di Francia e Germania affrontando il problema degli attivi level 3, pezzi di carta illiquidi».
Più modestamente ieri Intesa Sanpaolo è diventata numero uno a Piazza Affari, con capitalizzazione di 52 miliardi; ma il progresso dello 0,67%, in una seduta tra le peggiori da mesi mentre l’indice Euro Stoxx banche lasciava il 2,87%, è un segnale forte. Lo sono anche i giudizi di operatori come Credit Suisse, Equita, Citi, Mediobanca. Presto il valore di Borsa crescerà dei circa 3 miliardi delle azioni di risparmio, che l’istituto ha annunciato di voler convertire una ogni 1,04 ordinarie, aumentando il patrimonio di 17 punti base: e ieri si sono allineate con rialzo del 7,34%.
La filosofia del piano, scritto con McKinsey, è « aspirazionale » , poiché la banca aspira nel periodo alla leadership europea per «qualità dell’attivo, capitalizzazione, redditività del wealth management, efficienza costi/ ricavi » . « Saremo anche la prima banca d’impatto al mondo » , ha aggiunto l’ad, includendo obiettivi di sostenibilità ambientale, sociali e culturali (qui oggi Corporate Knights la pone tra le prime tre mondiali). Mete ambiziose, ma il viatico per ottenerle è tradizionale e lineare. Il cardine è il taglio ai rischi creditizi, che farà risparmiare 1,5 miliardi di rettifiche ( 3,3 miliardi sul 2017). Ci si arriva con l’aumento al 57% della copertura sui deteriorati, e la prossima cessione di una dozzina di miliardi di sofferenze quasi al valore di libro, per minimizzare l’impatto sui soci: tra l’altro il patrimonio di base Cet1 nel piano è visto stabile al 13,1%. Il secondo pilastro è il calo dei costi, circa 1,5 miliardi nei quattro anni fino al 45% dei ricavi 2021 (nel 2017 è il 55%). La strategia stima invece una crescita media del 4% delle entrate, dai 17,8 miliardi 2017 a 20,8, con apporti specie da risparmio gestito (+5,5%% le commissioni) e assicurazioni “non motor” (+500 milioni) fino alla «leadership europea su Wealth management & Protection » . Le stime sono con scenari 2021 di tassi zero (oggi -0,40%), malgrado ogni quarto di punto in più accresca di 400 milioni i margini di gruppo. Tramontata la ricerca di costose banche di gestione da rilevare, Messina guarda a «una partnership nel risparmio gestito, che crei valore per gli azionisti e un campione di settore in 2-3 anni», e consenta di scalare il mercato cinese. Nell’attesa i soci pregustano i circa 15 miliardi di cedole promesse, con regressione dall’ 85 al 70% degli utili totali, che al 2021 dovrebbero essere di 6 miliardi rispetto ai 3,8 miliardi 2017 pro forma.
Il solo rischio, per Messina è « una recessione in Italia, che falserebbe i nostri obiettivi di riduzione dei crediti deteriorati». Ma il manager romano non lo vede proprio: «L’Italia è il posto dove essere: siamo completamente fuori dalla crisi, abbiamo evidenza che il paese sta correndo, ovviamente ai suoi ritmi». Né teme l’agone elettorale: «La percezione dei mercati è molto positiva. Certo la volatilità impatterà, ma l’Italia resta a sconto per gli investitori internazionali».

Andrea Greco

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa