Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La scissione

Gli appelli sono finiti nel nulla. La scissione nel Pd è cosa quasi fatta. Alla fine dell’Assemblea dei mille delegati dem, il dado è tratto da Enrico Rossi, Michele Emiliano e Roberto Speranza, gli sfidanti di Renzi. «Renzi ha scelto la scissione»: scrivono in una nota, ieri in serata.
Volevano far cambiare idea al segretario. Non ci sono riusciti e non la cambiano neppure loro. E danno al segretario tutta la colpa. Renzi va avanti per la strada annunciata, presentandosi dimissionario e dando così il calcio d’inizio al congresso anticipato, che dovrà concludersi in quattro mesi, entro maggio. Attacca i compagni pronti alla scissione, ai quali rimprovera di «avere bestemmiato il tempo, come diceva don Milani», sprecandolo in discussioni sui cavilli congressuali.
«Chiedermi di non candidarmi non è democratico. Avete il diritto di sconfiggerci, non quello di eliminarci. Il ricatto è peggio della scissione. Basta diktat della minoranza, il congresso si fa con i tempi statutari. E il governo vada avanti», rincara. Aggiunge solo un «fermiamoci, stiamo facendo un bel regalo a Beppe». Grillo, s’intende. Ma è ormai duello continuo, vera resa dei conti, rospi ingoiati e adesso sputati. Se la parola-chiave della giornata è per Renzi “rispetto”, ebbene la minoranza pensa che debba essere reciproco e trova che non sia stato così. Si sommano reciproci rancori. Pierluigi Bersani, la cui uscita dal Pd segna davvero la fine del progetto politico che ha unito la tradizione post-Pci e quella post-Dc, parla in tv, a
In mezz’ora, mentre l’Assemblea è in corso: «Mi pare che Renzi abbia alzato un muro, ripropone un congresso cotto e mangiato. Così perdiamo l’ultima occasione per una inversione di rotta politica». Taglia corto l’ex segretario, pronto a uscire da quello che a lui appare il PdR, cioè il Partito di Renzi. I tentativi di ricucire sono tanti. «Ci hanno bastonato e dicono di soffrire loro…», si sfoga Rossi. Guglielmo Epifani, l’ex segretario che portò il Pd al congresso dopo le dimissioni di Bersani, prende per primo la parola dopo Renzi. Fa la contro relazione a nome di Rossi, Speranza e Emiliano: «Renzi tira dritto, è un errore, la minoranza farà una scelta», avverte. E’ quanto alla fine accade. Anche se Emiliano continua a essere trattativista e in Assemblea sembrava ottimista: «Una soluzione per evitare la scissione è a un passo». Fino al documento con le tre firme che sancisce la rottura. ( g. c.)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa