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La Scia inviatela via web

L’attività di distribuzione e vendita di giornali e riviste può essere svolta liberamente senza l’obbligo di rispettare distanze minime tra esercizi della stessa tipologia. In quanto è da annoverare tra le attività comuni aperte alla libera concorrenza. È più vantaggioso segnalare, con un’unica Scia telematica, l’inizio dell’attività di vendita tramite vari siti web.

Diventa impossibile, invece, per il socio unico di una srl con condanne passate in giudicato esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in quanto non in possesso dei requisiti morali. Sono queste alcune delle novità contenute negli ultimi pareri del ministero dello sviluppo economico (mise) guidato da Federica Guidi, in materia di liberalizzazioni e somministrazione di alimenti e bevande. Ma andiamo con ordine.

Messaggio pubblicitario. È conforme al dettato normativo, un messaggio pubblicitario che, nel caso di specie, oltre alla marca e alla quantità del prodotto, indichi la tipologia generale del prodotto, ossia i vari formati, fermo restando, che deve trattarsi di formati normalmente venduti al medesimo prezzo. Il termine referenza deve essere inteso come sinonimo del termine prodotto. Conseguentemente, nel caso di referenze preconfezionate, il prodotto oggetto della vendita sottocosto deve essere individuabile in relazione alla marca, alla tipologia e alla quantità del medesimo (es. marca di pasta alimentare – spaghetti – mezzo chilogrammo). Queste le indicazioni contenute nella risoluzione mise del 2 dicembre 2014 n. n. 213720.

Consumo immediato sul posto di prodotti di gastronomia. La vendita di birra alla spina in bicchieri di plastica, anche se predisposti per il consumo al di fuori dell’esercizio commerciale, configura un’attività di somministrazione non consentita. La birra è una bevanda alcolica e, pertanto, somministrabile per il consumo immediato non negli esercizi legittimati all’attività di vendita al dettaglio ma esclusivamente negli esercizi abilitati per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Attività soggetta peraltro alle disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Questo è quanto si legge nella risoluzione del 1° dicembre 2014, n. 212752.

Coesistenza nel medesimo locale di attività di vendita al dettaglio settore merceologico non alimentare e vendita di quotidiani e periodici. Sì alla possibilità nel medesimo locale, di un’attività commerciale al dettaglio relativa al settore merceologico non alimentare (esercizio di vicinato) e di un’attività di vendita di quotidiani e periodici (punto di vendita esclusivo). Gli edicolanti possono vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto secondo la vigente normativa. risoluzione n. 207497 del 24 novembre 2014 reca chiarimenti circa la possibilità di esercizio, nel medesimo locale, di un’attività commerciale al dettaglio relativa al settore merceologico non alimentare (esercizio di vicinato) e di un’attività di vendita di quotidiani e periodici (punto di vendita esclusivo).

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