Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La rottamazione «apre» all’Iva

Nella messa a punto delle norme del decreto fiscale approvato «salvo intese» dal Consiglio dei ministri di sabato scorso, si lavora a definire l’esatto perimetro della rottamazione dei ruoli di Equitalia. La definizione agevolata potrebbe non chiudere le porte all’Iva e si sta ragionando anche su come ampliare il raggio d’azione anche alle cartelle relative alle multe per violazioni al Codice della strada elevate dai Comuni.
A confermare che si va verso una possibile inclusione dell’Iva è stato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nell’intervista di ieri a «diMartedì » su La7. Per la mancata Iva versata «probabilmente sì, ma c’è una questione europea visto che l’Iva è sottoposta al regime Ue. Lo stiamo valutando in queste ore», ha spiegato il titolare di via XX Settembre. Quanto alle multe auto, poi, Padoan ha spiegato che «la rottamazione in linea di principio vale per tutti i tipi di cartella esattoriale ma dobbiamo valutare; per le multe c’è il problema di evitare di invadere l’autonomia impositiva e fiscale dei comuni: è un aspetto delicato e non possiamo farlo di imperio ma possiamo solo invitare a farlo».
Del resto, anche le verifiche tecniche effettuate hanno portato a escludere problemi preclusivi su quest’ultimo fronte in quanto i Comuni già ora non postano a bilancio sanzioni e interessi che sarebbero cancellati con la rottamazione. Mentre sull’Iva una delle ragioni che potrebbero portare all’inclusione è la considerazione che lo “sconto” previsto dalla definizione agevolata non riguarda l’imposta contestata (che, infatti, si verserà per intero) ma solo le sanzioni e gli interessi correlati. È stato proprio Padoan a ricordare che con la rottamazione i debiti di mora e sanzioni «vengono tolte di mezzo» perché «rendono pesante e angosciosa per tanti cittadini l’idea di dover ripagare i debiti pregressi» mentre resteranno gli «interessi legali».
Ma sulla riscossione non tiene banco solo il dossier rottamazione. L’altro grande tema è la chiusura di Equitalia fortemente voluta dal presidente del Consiglio e ribadita dopo il Cdm di sabato. Chi si occuperà del recupero delle imposte non versate? «Ci sono varie ipotesi allo studio» ha fatto presente il ministro dell’Economia, che ha aggiunto: «È chiaro che qualcuno deve riscuotere, l’agenzia delle Entrate deve accertare, qualcuno deve riscuotere. Quindi si tratterà di collocare la funzione di riscossione all’interno dell’agenzia delle Entrate oppure no». Un collocamento che pone problemi dovuti alle differenti retribuzioni, in quanto al momento i dipendenti di Equitalia hanno il contratto dei bancari e quindi retribuzioni più elevate.
Ad auspicare un passaggio «il più rapido e incisivo possibile tra Equitalia e l’agenzia delle Entrate» è stato il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Quest’ultimo non ha nascosto le sue perplessità anche sulla rottamazione delle cartelle: «Temo molto che possa avere un effetto negativo sulla compliance. Noi abbiamo fatto una battaglia senza quartiere all’evasione contributiva. Una battaglia durissima tutta in nome della deterrenza». Ecco perché, ad avviso di Boeri, «dare un segnale di lassismo ora sarebbe molto pericoloso» e occorre «evitare in tutti i modi di premiare l’evasione» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il titolo Stellantis ha debuttato ieri in Borsa a Milano e Parigi, mettendo a segno un rialzo del 7,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la contesa per il successore di Jean Pierre Mustier, costretto dal cda a lasciare Uni...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pandemia ha ampliato le disuguaglianze economiche tra i cittadini e l’educazione finanziaria è...

Oggi sulla stampa