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La Robin Tax allarga i confini

di Alessandro Martinelli e Antonio Tomassini

Robin Hood Tax ad ampio raggio: il decreto legge 138/2011 allarga la platea dei soggetti interessati già a partire dal 2011, con l'inclusione delle società operanti nel settore delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse) e delle infrastrutture energetiche, che quindi si vedranno tassare anche redditi già prodotti nel corso del periodo di imposta. Ma le novità previste dalla manovra non si fermano qui. Ci sarà un incremento dell'aliquota addizionale Ires applicata nei confronti dei soggetti incisi (che passa dal 6,5% al 10,5% per tre anni decorrenti dal 2011), con l'effetto che l'aliquota complessiva Ires per tali soggetti diventa del 38%, e la riduzione delle soglie minime "di ingresso" richieste per l'assoggettamento (dai precedenti 25 milioni agli attuali 10 milioni di euro di fatturato).

Il nuovo perimetro

Con la legge di conversione 148/2011 è stata confermata la "linea dura" che ha esteso il provvedimento a società operanti in settori diversi da quello petrolifero. In particolare sono sottoposti all'addizionale Ires i soggetti operanti in tutti questi settori:

ericerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;

rraffinazione di petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale;

tproduzione, trasmissione e dispacciamento, distribuzione, commercializzazione dell'energia elettrica;

utrasporto o distribuzione del gas naturale.

Le società attive in questi campi che, nel corso del 2010, abbiano conseguito ricavi superiori a 10 milioni di euro e presentino un reddito tassabile superiore a 1 milione di euro si vedranno applicare – su tutta la base imponibile e in deroga all'articolo 3 dello Statuto del contribuente – una addizionale del 10,5% già a partire dall'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e per i due esercizi successivi.

Quindi, un'impresa che nel 2010 abbia ottenuto 10,5 milioni di ricavi e 1,2 milioni di reddito tassabile dovrà versare il tributo anche se dovesse chiudere il 2011 al di sotto di una o entrambe le soglie, ad esempio con un imponibile di 800mila euro. Per i soggetti che svolgono contemporaneamente attività diverse, l'addizionale scatta solo se i ricavi ottenuti dai settori colpiti dal tributo sono prevalente rispetto ai ricavi totali. Quindi, per decidere se il tributo si applica o no, si dovranno mettere in relazione i ricavi prevalenti con quelli totali (ad esempio, una società che realizza 15 milioni di ricavi e 3 di utili, di cui solo 8 di ricavi in settori interessati dal tributo, non dovrà versare l'addizionale).

L'introduzione della Robin Hood Tax non impatta sugli acconti Ires: il provvedimento chiarisce infatti che le nuove disposizioni non rilevano ai fini della determinazione dell'acconto di imposta dovuto per l'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010.

Le società di persone

Possono tirare un sospiro di sollievo le Spv (special purchase vehicle) costituite sotto forma di società di persone, escluse dall'ambito di applicazione del tributo. Trattandosi infatti di una maggiorazione che, per espressa previsione normativa, viene applicata all'Ires, gli unici contribuenti destinatari del provvedimento sono i soggetti passivi di cui all'articolo 73 del Tuir.

Ciò sembra valere per la generalità delle società di persone, comprese quelle con soci società di capitali, non essendo prevista alcuna possibilità di trasferire l'obbligo di liquidazione e versamento dell'addizionale ai soci. Del resto tale possibilità non è prevista neppure nell'ambito del consolidato e della trasparenza fiscale, regimi nei quali le singole società partecipanti sono tenute a liquidare e versare l'addizionale in via autonoma.

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