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La rivoluzione del brevetto unico

Dal 27 marzo 2019 entreranno in vigore in Italia le modifiche al Codice della proprietà industriale approvate con decreto legge n. 30 del 10 febbraio 2005, relative al brevetto europeo con effetto unitario.Fino ad oggi i brevetti per invenzione in Italia sono quello italiano e quello europeo rilasciato per l’Italia.

Il primo è unicamente un titolo nazionale, depositato con domanda dinanzi all’Ufficio italiano brevetti e marchi, soggetto unicamente alla legge italiana e con efficacia limitata al solo territorio italiano; il secondo è un titolo depositato davanti all’Ufficio europeo dei brevetti, soggetto (per essere concesso) alla Convenzione del brevetto europeo e viene esteso in alcuni paesi dei 38 aderenti alla Convenzione (i 28 Paesi membri dell’Ue e altri dieci Paesi, tra cui Turchia, Svizzera e Norvegia). E come prevedeva appunto l’art. 56.2 del codice della proprietà industriale (c.p.i.) le contraffazioni sono valutate in conformità alla legislazione italiana in materia.

Da fine marzo ci sarà anche il Brevetto europeo con effetto unitario. Questo terzo titolo sarà rilasciato dall’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) e consentirà, attraverso il pagamento di una unica tassa di rinnovo direttamente all’Epo, di ottenere contemporaneamente la protezione brevettuale nei 26 paesi Ue aderenti alla cooperazione rafforzata (la Spagna per il momento non vi partecipa, visto che non ha ratificato l’Accordo istitutivo del Tribunale unificato dei brevetti).

I vantaggi per le imprese europee sono rilevanti, soprattutto in termini economici. Si riducono i costi relativi alle tasse annuali e non sarà necessaria la traduzione se il deposito è effettuato in una delle lingue ufficiali dell’Epo (inglese, francese o tedesco). In caso contrario, si dovrà tradurre il brevetto in una lingua ufficiale e vi sarà un regime di compensazione per cui sarà possibile richiedere un rimborso, entro un massimale, per la piccola e media industria, per persone fisiche, organizzazioni no-profit, università e istituti pubblici di ricerca.

Ebbene, le modifiche del codice di proprietà intellettuale riguardano il brevetto europeo con effetto unitario, riguardano tutti gli articoli che fanno già riferimento espressamente al brevetto europeo; quindi gli artt. 56, 57, 58 e 59.

In altre parole, ogni qualvolta è contemplato nel nostro ordinamento l’efficacia e modalità di attuazione del brevetto europeo, parimenti troverà efficacia e applicazione il brevetto europeo con effetto unitario (di seguito anche semplicemente brevetto unitario). Ad esempio il nuovo art. 56 prevede l’integrazione secondo cui il brevetto europeo rilasciato per l’Italia e il brevetto europeo con effetto unitario producono effetto a decorrere dalla data pubblicata del Bollettino europeo dei brevetti la menzione della concessione del brevetto.

Di estrema importanza è l’abrogazione del comma 2 dell’art. 56 sopra citato. Quindi d’ora in poi le contraffazioni non saranno più valutate secondo la legislazione italiana in materia, ma secondo principi unitari europei che trovano fondamento nei Regolamenti europei n. 1257/2012 e 1260/2012, nella Convenzione sul brevetto europeo e nell’Accordo sul Tribunale unificato dei brevetti. Questo consente, ovviamente per il brevetto europeo con effetto unitario che prevede quale organo giudicante il Tribunale unificato dei brevetti, ma anche per il brevetto europeo, dei principi e criteri unici per valutare la contraffazione validi in tutti i 26 Paesi Ue aderenti. Principi che in qualche modo oggi trovano efficacia per prassi giurisprudenziale in cui ad esempio ai fini della valutazione della contraffazione per equivalenti si ricorre a due metodi chiave di valutazione: la Insustantive Variation e il triple test, il primo in qualche modo di origine tedesca, il secondo di origine americana.

Altra rilevante modifica del C.p.i. è la differenziazione tra brevetto europeo e brevetto unitario è che per il primo è necessario il deposito della traduzione in lingua italiana presso l’Ufficio Brevetti e Marchi Italiano, perché il brevetto possa essere efficace in Italia, mentre la traduzione non sarà necessaria per il brevetto unitario. Ne consegue, anche quale logica conseguenza, che dinanzi al Tribunale unificato, in particolare nei tre tribunali centralizzati (Parigi, Monaco e per il momento, almeno sulla carta, Londra) nei vari giudizi in cui il brevetto unitario sarà azionato si userà una delle tre lingue ufficiali Epo.

Ovviamente quanto alla tempistica, siamo in qualche modo legati da un lato alla Brexit e quindi a capire se e come il Regno Unito farà parte dell’Accordo, posto che il Regno Unito non riconosce la supremazia della Corte di giustizia Europea non facendo più parte dell’Unione europea. E la Corte di giustizia europea in questo Sistema sarà l’organo giudiziario supremo.

D’altra parte la Germania non ha ancora proceduto con la legge di ratifica al brevetto unitario, dato che la Corte costituzionale federale, a seguito di eccezione di incostituzionalità, deve ancora pronunciarsi nei riguardi dell’accordo del tribunale unificato dei brevetti.

Enzo Jandoli

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