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La riscossione «perde» 580 miliardi

Alla carica dei 101. Non si tratta del remake rivisto e corretto dello storico cartone animato della Disney, ma dei 101,4 miliardi di crediti che Equitalia vanta nei confronti dei suoi contribuenti debitori sotto la voce «ruoli in lavorazione». E non è tutto. La cifra diventa monstre se si guarda all’intera montagna dei debitori iscritti a ruolo: al 28 febbraio scorso il carico dei ruoli al netto di sgravi, sospensioni e riscossioni ammonta a 682,2 miliardi di euro. Dunque solo il 15% può essere ancora potenzialmente recuperato dall’agente pubblico della riscossione. E la cautela è d’obbligo. Se si incrociano i dati del carico dei ruoli in pancia a Equitalia, resi noti dall’Economia martedì in un question time in commissione Finanze al Senato, con quelli riportati dall’Esecutivo nella relazione tecnica al decreto attuativo della delega fiscale sulla riscossione, emerge dalla proiezione lineare che a fine anno l’asticella degli incassi da ruolo si assesterà sui 7,8 miliardi di euro e per la metà di questi grazie solo alla rateizzazione dei debiti dei contribuenti.
È stata la senatrice pentastellata Laura Bottici a chiedere all’Economia un aggiornamento puntuale dei ruoli tributari non ancora riscossi. L’ultimo dato risaliva al 25 giugno 2013, come si legge nell’interrogazione del M5S a cui ha risposto il sottosegretario all’Economia, Paola De Micheli, e indicava genericamente un ammontare di ruoli non incassati di 527 miliardi di euro. Ora, dopo due anni, la massa di crediti vantati da Equitalia è salita a 682,2 miliardi ma di questi ben 580,8 miliardi sono inesigibili o quasi, ossia il loro recupero è da considerare impossibile. Ben 127,8 miliardi (pari al 18,7% del totale) sono in procedura concorsuale ovvero legati a soggetti falliti o prossimi al fallimento. Il 44,7%, pari a 304,8 miliardi, sono invece imputati ad azioni cautelari ed esecutive che si sono chiuse senza «soddisfacimento del credito» (tradotto con “un pugno di mosche in mano”). I nullatenenti, invece, hanno debiti con Equitalia per 82 miliardi di euro mentre i soggetti deceduti non hanno saldato ruoli per 66,2 miliardi di euro.
Nella risposta, comunque, la De Micheli ha ricordato che, secondo quanto riportato da Equitalia, per la valutazione della reale e definitiva massa di crediti inesigibili si dovranno attendere le «prescritte comunicazioni di inesigibilità» che stando all’ultima legge di stabilità (190/ 2014) «saranno prodotte per annualità di ruolo a decorrere dall’anno 2017».
Di quei 101,4 miliardi di ruoli in lavorazione almeno 20,7 sono ora interessati dalle rateizzazioni. Uno strumento che sta via via prendendo sempre più piede nel recupero dei debiti erariali. E su cui è intervenuto anche lo schema di Dlgs sulla riscossione approvato in prima lettura nel Consiglio dei ministri di venerdì. Se da un lato infatti diventa più semplice decadere dal piano di ammortamento del debito (basterà saltare 5 pagamenti e non più 8 come avviene adesso, come evidenziato dal Sole 24 Ore del 30 giugno), sarà comunque possibile riattivare la dilazione a condizione che il diretto interessato effettui il pagamento delle rate scadute alla data di presentazione della domanda. E l’importanza delle rateizzazioni emerge proprio dai dati della Ragioneria generale dello Stato: nel 2015 Equitalia incasserà il 23,9% in più rispetto al 2012 attestandosi,come detto, sui 7,8 miliardi di euro. Di questi quasi la metà (48,7% pari a 3,797 miliardi) arriveranno dai pagamenti dilazionati.
E nella «carica dei 101» ci sarà una sempre maggior ricorso all’intelligence per i debitori di cifre elevate. «Dal costante scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali preposti a ciascuna delle fasi individuate e da una reale condivisione critica dei flussi informativi, si attendono ritorni positivi – ha affermato il sottosegretario De Micheli – in termini di riscossione delle pendenze debitorie facenti capo, in particolare, ai cosiddetti grandi morosi».
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