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La riscossione diventa flessibile

di Andrea Bongi 

Con il pacchetto semplificazioni tributarie una riscossione a «misura d'uomo». Sempre possibile richiedere piani di dilazione a rata crescente su base annuale e più difficile incorrere nella decadenza dal beneficio della rateazione. Modifiche anche alla rateazione degli avvisi di irregolarità: in ipotesi di decadenza dai benefici si potrà comunque chiedere la dilazione sul residuo importo che verrà iscritto a ruolo dall'ufficio.

Esteso anche alla riscossione delle entrate fiscali il principio dell'antieconomicità: niente iscrizione nei ruoli per crediti di importo complessivo non superiore ai trenta euro. Queste alcune delle novità contenute nel testo del decreto legge sulla semplificazione fiscale, esaminato venerdì scorso dal consiglio dei ministri.

Avvisi di irregolarità. Attualmente il comma 7 dell'articolo 3-bis del dlgs n.462/1997 prevede che in caso di decadenza dal beneficio della rateazione concessa sulle somme oggetto di avvisi di irregolarità (c.d. avvisi bonari) emessi a seguito delle liquidazioni delle dichiarazioni presentate dai contribuenti, non sia possibile richiedere una dilazione per il debito residuo che dovrà quindi essere corrisposto in unica soluzione.

A seguito delle modifiche apportate alla rateazione degli avvisi bonari dalla manovra Monti il contribuente decade oggi dal beneficio della dilazione se non provvede al pagamento della prima rata o di una delle successive rate trimestrali entro il termine di scadenza della rata successiva.

Il provvedimento sulla semplificazione tributaria interviene su tale materia introducendo la possibilità che il contribuente decaduto dai benefici della dilazione delle somme contenute nell'avviso di irregolarità possa accedere, una volta ricevuta la cartella di pagamento delle somme residue iscritte a ruolo, all'istituto della rateazione per temporanea difficoltà economica ex articolo 19 del dpr 602/73.

Si tratta di una misura di estremo favore che sarà valutata positivamente dai contribuenti in difficoltà finanziaria. Oggi infatti il rischio decadenza dal piano di rateazione degli avvisi bonari con la conseguente iscrizione a ruolo dell'intero importo residuo ancora dovuto può costituire una vera e propria spada di Damocle pendente sulle sorti dell'impresa.

Piani dilazione- decadenza. Le norme contenute nel pacchetto relativo alle c.d. semplificazioni tributarie introducono anche misure finalizzate a rendere più difficile per il contribuente in difficoltà decadere dai benefici della dilazione delle somme iscritte nei ruoli.

Attualmente il terzo comma dell'articolo 19 del dpr 602/73 prevede che il contribuente decada dai benefici della dilazione e assuma la qualifica di «debitore moroso» al mancato pagamento della prima rata o di due rate successive anche non consecutive.

Ciò significa che all'interno di un piano di ammortamento che prevede ad esempio 36 rate mensili, il mancato pagamento di due mensilità, anche distanti fra loro, farà decadere automaticamente il contribuente con la richiesta di pagamento immediato dell'intero importo residuo.

La misura proposta dall'esecutivo modifica radicalmente il suddetto terzo comma dell'articolo 19 del dpr 602/73 introducendo la previsione della decadenza dai benefici della rateazione solo al mancato pagamento di due rate consecutive. Ciò significa che se il contribuente, all'interno per esempio del suddetto piano di rateazione di 36 mesi, non provvede al pagamento della terza mensilità ma poi riprende regolarmente i pagamenti non dovrà temere la decadenza al successivo mancato pagamento di una ulteriore mensilità come invece avviene adesso.

Si tratta evidentemente di una bella boccata di ossigeno per i contribuenti che si trovano ad avere rateazioni in corso con Equitalia che potranno quindi gestire con maggior tranquillità e minore affanno eventuali ritardi o mancati pagamenti di una o più mensilità purché non consecutive.

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