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La riscossione con tempi lunghi

di Valerio Stroppa  

Si allungano i tempi della riscossione. E non soltanto per chi si opporrà alla contestazione tributaria presentando istanza di sospensione, ma per tutti. L'esecuzione forzata sui beni del debitore sarà automaticamente sospesa per 180 giorni dall'affidamento in carico alle società del gruppo Equitalia degli accertamenti esecutivi, operativi dal prossimo 1° ottobre.

Ciò significa che, sommando il termine ai 60 giorni necessari per far diventare definitivo l'atto di accertamento (termine per presentare ricorso) e ai 30 ulteriori giorni dal termine ultimo per il pagamento prima del passaggio della pratica all'agente della riscossione, lo stop delle esecuzioni sarà come minimo pari a 270 giorni. Nove mesi, dunque, che si avvicinano all'anno di tempo già auspicato dal premier Silvio Berlusconi (si veda ItaliaOggi del 27 maggio 2011) e che appaiono in linea con le esigenze di funzionamento della macchina dell'amministrazione finanziaria, come rilevato in più occasioni dal direttore delle Entrate, Attilio Befera (si veda ItaliaOggi del 4 giugno scorso). È quanto prevede ora il decreto sviluppo (dl n. 70/2011), approvato ieri in via definitiva dal senato. In sede di conversione del provvedimento, sul quale l'esecutivo aveva posto la questione di fiducia (162 voti favorevoli, 134 contrari e un astenuto ieri a palazzo Madama), le norme sulla sospensione degli effetti degli atti impugnati sono infatti state profondamente riviste. La versione originaria pubblicata in G.U. del decreto prevedeva che, in caso di istanza di sospensione ex articolo 47 del dlgs n. 546/1992 presentata dal contribuente, gli effetti esecutivi dell'atto impugnato fossero automaticamente sospesi fino alla pronuncia della Ctp sull'istanza cautelare, ma in ogni caso non oltre 120 giorni dal deposito della richiesta. Tale disposizione è stata integralmente sostituita. Modificando l'articolo 29 del dl n. 78/2010, la legge di conversione del decreto sviluppo prevede adesso che l'esecuzione forzata «è sospesa per un periodo di 180 giorni dall'affidamento in carico agli agenti della riscossione degli atti». Non vi è più alcun riferimento, dunque, all'istanza di sospensione. In realtà un'ulteriore modifica al testo che regola il contenzioso tributario (dlgs n. 546/92) dispone l'introduzione all'articolo 47 del comma 5-bis, il quale stabilisce che l'istanza di sospensione deve essere decisa entro 180 giorni dalla data di presentazione della stessa. Una norma che tuttavia non sembra intaccare le regole sull'esecutività degli atti: anche nei confronti degli accertamenti che diverranno definitivi, essa resterà sospesa per 180 giorni dal momento in cui l'Agenzia delle entrate passa in consegna l'accertamento a Equitalia (peraltro, va sottolineato che tale termine «mobile» potrà difficilmente essere monitorato dal contribuente, il quale non ha cognizione della data in cui avviene tale affidamento, non essendo prevista alcuna notifica). Nella legge restano però impregiudicati due principi: il primo è che anche nei 180 giorni di blocco delle esecuzioni la riscossione potrà ugualmente procedere alle azioni cautelari e conservative (fermi amministrativi, ipoteche ecc.) nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore; inoltre, in caso di fondato pericolo per la riscossione, da ravvisare successivamente all'affidamento in carico degli atti (e quindi sempre dopo almeno 90 giorni dalla notifica al contribuente), la sospensione non sarà operante: l'aggressione patrimoniale potrebbe avvenire in questo caso anche prima dei 180 giorni.
 

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