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La riscossa dei Btp, spread ai minimi da aprile

Un successo così forse non se lo aspettava neanche Maria Cannata, il direttore del Debito pubblico del Tesoro, che pure ha studiato nei particolari il periodo più propizio e le condizioni più appetibili della terza emissione dei Btp Italia per bissare l’ottimo esordio di marzo ed evitare l’accoglienza tiepida del secondo collocamento in giugno. A sottoscrizioni non ancora terminate — oggi sarà l’ultimo giorno per fare prenotazioni e acquisti — il titolo indicizzato all’inflazione italiana, destinato al largo pubblico dei risparmiatori che se vogliono possono acquistarlo anche direttamente online, ha raggiunto un numero di adesioni superiore alla somma delle prime due edizioni: oltre 10 miliardi in valore (più di 5 solo ieri). Un vero boom che non si spiega certo solo con l’accuratezza impiegata da Cannata e dal suo staff di tecnici nell’individuare giorni di uscita e tassi ma che chiama in campo quel «prudente ottimismo» per i destini dell’Europa e dell’euro dichiarato dal presidente della Bce, Mario Draghi, al termine dei lavori dell’assemblea del Fondo monetario internazionale a Tokyo e condiviso anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco e dagli economisti di Palazzo Koch.
Che sia cambiato il vento non solo nei confronti dell’Italia e degli altri Paesi europei, ma verso la tenuta della moneta unica lo si vede dall’andamento dei mercati dei titoli pubblici e azionari negli ultimi giorni. Ieri lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata è calato a 313 punti base, 25 punti base in meno rispetto al giorno prima, un livello che non si vedeva dalla fine dello scorso marzo. Il rendimento del titolo italiano è sceso sotto la soglia del 4,8% (4,76%) dove viaggiava prima dell’esplosione della crisi dei debiti sovrani. Il calo dello spread «dimostra che il governo sta facendo cose giuste e che gli effetti della nostra azione si stanno avverando e vengono riconosciuti» ha affermato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Il quale a Tokyo aveva chiarito che la fuga dall’Italia degli investitori stranieri era stato solo «il primo tempo di un film», decisamente terminato. Da luglio, aveva aggiunto il film «è cambiato» perché si è bloccata la fuoriuscita di capitali e gli investitori esteri «sono cominciati a tornare». Un ritorno confermato da Cannata che a Tokyo ha avuto modo di constatare la nuova fiducia tributata all’Italia, attraverso numerosi incontri con i rappresentanti di banche e istituzioni internazionali giunti nella capitale nipponica per una sorta di road show generale in concomitanza con i lavori dell’assemblea annuale del Fmi. «Gli stranieri sono tornati a comprare titoli italiani già in agosto ma limitandosi alle scadenze più brevi, massimo triennali. In settembre hanno partecipato invece anche alle aste sulle scadenze più lunghe. E questo è molto positivo» ha ripetuto la dirigente del Tesoro al Corriere spiegando che la situazione è diventata più tranquilla dopo l’annuncio di Draghi, ai primi di settembre, della possibilità per la Bce di effettuare acquisti illimitati di titoli pubblici dei Paesi che chiedono l’aiuto europeo. E rilevando come in campo internazionale siano state comunque apprezzate le riforme fatte dall’Italia anche se agiscono con lentezza a favore della crescita. In ogni caso, ha detto la Cannata, la terza edizione dei Btp Italia sarà l’ultima per quest’anno. Se ne riparlerà il prossimo.
Tornando ai mercati ieri si è vista anche la significativa discesa dello spread dei Bonos spagnoli che ha chiuso a 383 punti base con un rendimento dei titoli al 5,47% mentre è continuato il rialzo delle Borse europee. Milano ha guadagnato l’1,56%, Madrid il 2,37%, Londra lo 0,69%, Parigi lo 0,76% e Francoforte lo 0,25%. All’attenuazione delle tensioni e al miglioramento del clima generale ha contribuito certamente da una parte l’apertura della Germania rispetto alla richiesta di aiuti al fondo salva Stati (Esm) e quindi della Bce da parte della Spagna, che sarebbe imminente. E dall’altra ha influito favorevolmente sui mercati la decisione di Moody’s di non declassare ulteriormente il debito sovrano di Madrid risparmiandogli il rating junk, spazzatura. Positivo comunque anche l’andamento della Borsa di Atene dopo che il premier Antonis Samaras ha dichiarato di essere vicino a un accordo con la troika (Ue, Fmi, Bce). Da segnalare infine l’apprezzamento dell’euro sopra 1,31 dollari.

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