Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La riforma inciampa

Corsa contro il tempo per sciogliere tutti i nodi sulle future modalità di accesso alla professione forense. Se l’intenzione del ministro della giustizia Paola Severino, infatti, è quella di rivedere i criteri per diventare avvocato, le criticità di natura tecnica e politica non sono di facile né di immediata risoluzione.

Secondo le ipotesi che circolano si tratterebbe di un emendamento al ddl di riforma forense che di fatto dovrebbe intervenire su quei decreti ministeriali che disegnano il percorso universitario. Una norma tecnica, dunque, che innanzitutto non potrà che passare per un accordo con i piani alti di quel ministero dell’università guidato da Francesco Profumo, ma che poi dovrà trovare anche la corretta formula legislativa. Una quadratura del cerchio non facile, seppure il principio di rivedere l’accesso goda di una decisa compattezza delle sigle dell’avvocatura, come ha evidenziato il tavolo tecnico con i rappresentanti del ministero della giustizia (non c’era nessuno di quello dell’istruzione) lo scorso 28 settembre e come di certo riconfermerà l’incontro del prossimo giovedì 4 ottobre. In questo scenario ferve l’attesa per il ddl di riforma forense dove appunto la norma dovrebbe trovare spazio e la cui discussione secondo il calendario dell’aula della camera inizierà oggi pomeriggio.

Le ipotesi per l’accesso. Una tra le ipotesi più accreditate, quindi, è quella di intervenire direttamente dalla base, cioè dal corso di laurea: triennale uguale per tutti, e specialistica diversificata a seconda dello sbocco che si intende raggiungere, magistratura, notariato o avvocatura. In questo caso, e qui sorgono i primi problemi, si andrebbe ad intervenire su una norma ministeriale per incidere sul sistema del 3+2 dalle sue basi. C’è, poi, la strada del numero programmato post-lauream, in sostanza cioè agli studenti più meritevoli che hanno un percorso formativo particolarmente brillante sarà consentito l’accesso alle scuole di specializzazione, non prima di aver superato un esame di ingresso. Un’alternativa che, anche in questo caso, andrà pensata e predisposta in maniera congiunta con il dicastero dell’università visto che queste stesse scuole sono organizzate dagli atenei. Non si esclude, infine, l’idea di inserire direttamente il numero chiuso agli ingressi e come avviene per altre facoltà, programmarlo a seconda delle necessità. Quali di queste soluzioni, poi, troverà applicazione concreta non è chiaro, giacché di scritto non c’è ancora nulla. Ma certo molti confidano che l’incontro di giovedì sarà risolutore rispetto alla strategia che adotterà il governo.

Il ddl forense. L’avvocatura, sulla scia di quanto affermato dalla Severino, confida che tutto questo trovi spazio in un emendamento al ddl forense che, nel frattempo questa settimana sarà discusso nell’aula della camera. È lo stesso guardasigilli ad aver promesso di seguire la materia «con estrema attenzione» e di assicurare nello stesso tempo la volontà che questa possa essere approvata entro la fine della legislatura anche con emendamenti migliorativi. L’appoggio, comunque, a far presto è condiviso da tutti i rappresentati del Parlamento. Il presidente della Commissione giustizia del senato, Filippo Berselli, ha infatti assicurato che se «accadesse il miracolo di un approvazione rapida della riforma in aula, la Commissione di Palazzo Madama sarebbe pronta ad approvarla in una settimana». «L’emendamento all’accesso», aggiunge il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura Maurizio De Tilla, «sarà quindi inserito all’interno del testo di legge. Se questo per qualsiasi motivo non dovesse essere approvato, si stralcerà il passaggio sull’accesso che andrà avanti con un percorso autonomo tramite un decreto d’urgenza. Del resto questa è la vera novità e tra le più significative per una riforma degli avvocati».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa