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La riforma forense accelera

L’attuazione, da parte del governo, della riforma forense sarà completata entro l’anno. Lo ha annunciato il ministro della giustizia, Andrea Orlando, nel suo intervento, sabato scorso, al XXXII Congresso dell’avvocatura, che si è chiuso nella stessa giornata di sabato a Venezia e nel corso del quale l’Oua ha rinnovato la propria assemblea dei delegati (entro 30 giorni eleggerà la nuova giunta e il presidente). Il Guardasigilli, sul fronte riforma della giustizia, ha anche assicurato il suo impegno per la previsione di sgravi e incentivi fiscali per incentivare il ricorso alla negoziazione assistita, nuovi interventi per omogeneizzare il processo civile telematico, il rafforzamento del ruolo dell’avvocato all’interno dei consigli giudiziari. Quanto alla nuova geografica giudiziaria, invece, Orlando ha escluso passi indietro, limitando i futuri interventi normativi alla risoluzioni di eventuali problematiche di ridefinizione dei confini territoriali. Mentre in cantiere ci sarebbe anzi una revisione della distribuzione territoriale delle Corti d’appello. Un intervento, quello di Orlando, che ha raccolto il plauso unanime della categoria riunita a Venezia.

Orlando si è dunque impegnato a ultimare il percorso di attuazione della riforma forense, che il Consiglio nazionale forense, per quanto di sua competenza, ha già terminato. «Mi impegno, entro la fine dell’anno, a portare all’esame del ministero tutti i decreti attuati del nuovo ordinamento forense», ha detto, «l’unico punto sul quale bisogna trovare un accordo riguarda le società tra avvocati. Il rischio, infatti, è che, se non si regolamenta il comparto, il diritto comunitario prenda il sopravvento con tutte le conseguenze del caso. Mi rendo conto che su una tematica come quella del socio di capitale sia necessario muoversi con estrema cautela». Quanto alla previsione di incentivi fiscali al ricorso alla negoziazione assistita il Guardasigilli ha detto che «è un meccanismo che vogliamo introdurre», assicurando anche che «non taglieremo le spese per il personale amministrativo e di cancelleria, capitalizzando attraverso un fondo ad hoc i risparmi che si realizzeranno dalla riduzione del contenzioso grazie alle forme alternative di risoluzione delle controversie. Già, da una prima attuazione del processo civile telematico, si sono generati risparmi per 55 milioni di euro». A proposito del processo civile telematico, Orlando ha aggiunto che prossimamente il ministero emanerà una circolare che delinei un modello da seguire rispetto alle diverse prassi che attualmente vengono utilizzate. «Escludo il ricorso a un protocollo unico nazionale perché ingesserebbe il sistema». Il vicepresidente del Cnf, Ubaldo Perfetti, ha chiesto «l’alternatività piena della negoziazione assistita con la mediazione e con gli altri filtri all’accesso». Secondo Ester Perifano, segretario generale Anf, esiste «un problema di utilizzazione delle risorse, perché per il settore giustizia servono investimenti, ovvero anche più magistrati».

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