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«La riforma di Basilea 3 non parte a inizio 2013»

«Se non sbaglio anche il 2013, come tutti gli anni, ha 12 mesi». Il commissario europeo al Mercato interno e ai servizi, il francese Michel Barnier, risponde con una battuta alla domanda sull’entrata in vigore delle regole di Basilea 3 per le banche. Facendo capire che non si partirà in gennaio, ma «nel corso dell’anno».
«Il calendario – aggiunge – prevede che si parta nel 2013 per andare a regime nel 2019. Un calendario che confermo, tenendo però conto di quello che faranno gli Stati Uniti e delle osservazioni che ci vengono rivolte».
Non si tratta, tiene a sottolineare Barnier, di cedere alle pressioni del mondo bancario europeo (che ha ufficialmente chiesto un rinvio al gennaio 2014, proprio per evitare una disparità di trattamento rispetto agli istituti di credito americani, che per il momento non applicheranno Basilea 3), bensì di agire con buon senso.
«Le lobby bancarie e assicurative – spiega il commissario – sono molto attive a Bruxelles, ma non mi faccio impressionare. Sono sempre stato molto attento, e lo sono a maggior ragione in questo momento, all’impatto delle regolamentazioni sull’economia. Non sono “naif”, come alcuni ritengono. Naif è stato piuttosto il settore bancario, che per tanti anni è vissuto senza regole sulla solidità patrimoniale, sulla governance, sui bonus».
«Continuo a pensare – dice ancora Barnier – che Basilea 3 è comunque buono per le banche europee. Segnalo inoltre che gli Stati Uniti non hanno applicato Basilea 2 e neppure la sua implementazione, la cosiddetta Basilea 2,5. Che gli istituti americani interessati sono una trentina, mentre gli europei sono ottomila. Che da noi le banche finanziano il 75% dell’economia e in America il 25. E poi non bisogna fare il processo alle intenzioni. Gli Stati Uniti non hanno mai detto che non intendono applicare Basilea 3 ma che immaginano un rinvio di almeno sei mesi. Stiamo discutendo con loro, perché penso che non sia più possibile che i due principali centri finanziari al mondo non abbiano un approccio coordinato sull’applicazione di regole essenziali alla stabilità globale e decise al più alto livello».
Il messaggio, insomma, è chiaro: ci sarà una sostanziale concomitanza nell’entrata in vigore di Basilea 3 (o comunque molta attenzione a non far perdere competitività alle banche europee rispetto alle loro concorrenti americane). Entrata in vigore che peraltro sarà graduale. Si partirà con i requisiti di capitale, appena prima o appena dopo l’estate 2013. «Tanto più – fa notare Barnier – che le banche europee sono già in grado di rispettarli ed è nel nostro interesse farlo».
Tempi più lunghi ci saranno invece per i ratio di liquidità, «il cui impatto potenziale sul finanziamento dell’economia reale è importante». «Lo stesso Comitato di Basilea – dice il commissario – ha avviato una riflessione sul tema, lavoro che dovrebbe concludersi all’inizio dell’anno prossimo. Poi valuteremo».
Quanto all’Unione bancaria, e in particolare alla supervisione dei 6mila istituti dell’Eurozona, Barnier ha spiegato che ci sono almeno tre aspetti principali ancora da definire: i rapporti tra la Bce e i supervisori nazionali, a partire dal tedesco; quelli con i Paesi che aspirano a entrare nell’euro (Polonia in primis); e quelli tra l’Eba e la Bce. «La previsione – chiarisce il commissario – è che l’accordo politico arriverà entro fine anno e poi ci saranno i tempi tecnici necessari alla messa in atto delle tappe operative. Penso che si partirà all’inizio del 2013 con le grandi banche e poi si andrà gradualmente a regime».
Infine le normative sulla separazione delle attività bancarie, su cui la Francia si accinge a legiferare: «Stiamo valutando dove mettere esattamente la soglia tra attività utili all’economia e speculative. Un lavoro tutt’altro che semplice. Credo che avremo un testo entro la fine del primo semestre 2013».

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