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La riforma del processo civile punta sulle Adr

Le alternative dispute resolution pesano anche in giudizio: se fallisce la composizione bonaria della lite saranno utilizzabili durante le successive cause le prove raccolte durante la negoziazione assistita e la relazione dell’esperto nominato nella mediazione. La guardasigilli Marta Cartabia punta forte sulla gestione negoziale delle controversie nelle proposte di modifica al ddl As 1662 per la riforma del processo civile depositate in commissione giustizia al Senato: scade oggi alle 10 il termine per presentare i subemendamenti al testo del Governo. Il «ruolo rilevante» che Via Arenula riconosce alle Adr è dimostrato dai consistenti sgravi fiscali destinati alla risoluzione stragiudiziale delle controversie oltre che dalla collocazione nei primi articoli del testo.

Effetti obbligatori. È per evitare di rifare l’istruttoria che, con il flop della negoziazione assistita, si possono utilizzare nel giudizio di merito le prove raccolte durante la fare stragiudiziale. Ma il giudice può sempre disporne la rinnovazione. Eliminato l’onere di maggiorazione del compenso per gli avvocati di almeno il 30 per cento, anche con riguardo alla causa successiva, per coloro che hanno fatto l’istruttoria giudiziale, a meno che il ricorso a quest’ultima non risulti abusivo o inutile. La negoziazione assistita sbarca anche nelle controversie individuali di lavoro ex articolo 409 Cpc anche se non è dovuta prima della domanda al giudice: l’accordo fra le parti vale come una vera e propria transazione. È escluso il ricorso obbligatorio alla risoluzione stragiudiziale per le liti sulla circolazione stradale. Esteso l’ambito di applicazione nel diritto di famiglia: possono contenere patti di trasferimenti immobiliari con effetti obbligatori gli accordi raggiunti nell’ambito della negoziazione assistita per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

Condizione di procedibilità. La mediazione civile diventa obbligatoria prima di rivolgersi al giudice nelle controversie sui contratti di: associazione in partecipazione; consorzio; franchising; opera; rete; somministrazione; società di persone; subfornitura. Se i litiganti non si mettono d’accordo, la relazione dell’esperto nominato dal conciliatore, con il consenso di entrambi, può essere prodotta nella causa affinché il giudice possa valutarla. In condominio è l’amministratore che può attivare la mediazione o parteciparvi: il verbale viene approvato dall’assemblea con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio. Non sussiste la responsabilità contabile del funzionario pubblico quando il contenuto della mediazione rientra nei suoi poteri, eccetto i casi di dolo e colpa grave. Aumentano la formazione per i conciliatori e la responsabilità per i vertici degli organi di mediazione.

Così gli sgravi. Chiudiamo con le agevolazioni fiscali. La legge delega dovrà alzare il tetto dell’esenzione della mediazione civile dall’imposta di registro, al momento fissato a 50 mila euro. Quando la risoluzione stragiudiziale si conclude, alla parte è riconosciuto un credito d’imposta fino a 600 euro non soltanto rispetto ai compensi dei mediatori ma anche agli emolumenti degli avvocati che assistono i litiganti nella conciliazione. Un altro bonus è ragguagliato al contributo unificato previsto per la lite estinta grazie all’accordo. Esteso il gratuito patrocinio delle parti non abbienti nella mediazione e nella negoziazione assistita che sono obbligatorie e impongono l’assistenza legale. Possibile partecipare online alle procedure.

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