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La riduzione dei compensi sul tavolo del board Intesa

Un taglio, volontario, del 30% ai compensi dei consiglieri di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. È quanto dovrebbe stabilire l’organo della banca martedì prossimo, durante la prossima riunione convocata a Torino: dopo la decisione, annunciata in assemblea a fine maggio dai presidenti Giovanni Bazoli e Andrea Beltratti, di rinunciare a circa un terzo dei loro emolumenti previsti, adesso l’iniziativa è degli altri consiglieri di sorveglianza. Così come nel caso dei presidenti, si tratta di una rinuncia volontaria espressa singolarmente da tutti i consiglieri, visto che da statuto è compito dell’assemblea fissare l’ammontare delle remunerazioni; il punto è all’ordine del giorno della riunione di martedì, e – dopo una serie di contatti informali con i componenti del board avvenuti già questa settimana – sembra che la disponibilità ad accettare la sforbiciata sia pressoché unanime.
D’altronde da più parti si spinge in questa direzione. La necessità di una gestione più sobria ed efficiente per le banche italiane è stata più volte richiamata dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e il tema è stato tra i più battuti durante l’assemblea degli azionisti di Ca’ de’ Sass, durante la quale – tra l’altro – si è ricordato che nel 2011 i consigli, i comitati e le commissioni di Intesa si sono riuniti complessivamente 235 volte, con compensi per chi vi ha partecipato che si aggirano intorno ai 15 milioni. A premere sono gli azionisti piccoli ma anche quelli grandi, con la Compagnia di San Paolo – reduce all’indomani dell’insediamento di Sergio Chiamparino di una riduzione dei compensi – che all’assemblea dei soci aveva ricordato con il suo segretario generale, Piero Gastaldo, che «il contesto economico e sociale, considerevolmente deteriorato rispetto al momento in cui sono stati definiti alcuni elementi della politica di remunerazione, impone a tutti regole e comportamenti ispirati a criteri di sobrietà».
«Assicuro che mi adopererò per dare concreto seguito all’invito pervenuto dalle Fondazioni», aveva subito dichiarato davanti agli azionisti Bazoli, annunciando proprio in quell’occasione la decisione dei due presidenti di ridursi di un terzo i compensi annui. L’impegno è stato dunque mantenuto in tempi rapidi, di concerto con il neo vicepresidente Pietro Garibaldi, nominato proprio dall’azionista-Compagnia, e il presidente del Consiglio di gestione, Andrea Beltratti, che il 31 maggio all’assemblea di Bankitalia al tema aveva dedicato un passaggio del suo intervento: «Il costo della governance può essere facilmente ridotto rivedendo emolumenti, remunerazioni e bonus per tenere conto della situazione economica generale», aveva dichiarato Beltratti.
In base a quanto contenuto nella relazione sulle remunerazioni 2011, l’anno scorso al presidente della Sorveglianza, Giovanni Bazoli, sono stati corrisposti 1,4 milioni di compensi, mentre ai singoli componenti del board è stato assegnato un compenso fisso di 150mila euro più un gettone di 2mila euro per ogni riunione dei comitati di cui fanno parte.

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