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La retroattività vince ancora

La coerenza non è sempre all’ordine del giorno per le misure fiscali. Da una parte, il disegno di legge stabilità deroga più volte al principio dello Statuto del contribuente, secondo il quale le norme fiscali non possono essere retroattive, mentre, dall’altra, il disegno di legge delega per la riforma fiscale presentato dallo stesso Esecutivo dispone che le misura attuative della delega avranno effetto solamente per il futuro proprio in considerazione di quanto dispone lo Statuto.
Va ricordato che quest’ultimo, all’articolo 3, prevede che le novità tributarie non possono avere effetto retroattivo e che, relativamente ai tributi periodici (come l’Irpef), si possono applicare solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso. Nel Ddl stabilità, invece, le deroghe a questi principi diventano l'”ordinarietà”. Certo, come ha chiarito ieri in un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, il Parlamento potrà modificare questo aspetto della manovra, ma servirà “racimolare” in altri modi circa un miliardo. L’anticipo delle misure tributarie risponde, infatti, soprattutto a ragioni di cassa. La quota maggiore di risorse recuperate con gli interventi retroattivi – che valgono già per il periodo d’imposta 2012 – deriva dalla stretta alle deduzioni e alle detrazioni (per i redditi sopra i 15mila euro). L’intervento sulle agevolazioni è duplice. Viene introdotta una franchigia di 250 euro per gli oneri indicati dall’articolo 10 del Tuir (esclusi, ad esempio, i contributi previdenziali) e per le detrazioni indicate dall’articolo 15 del Tuir. La variazione di gettito in termini di competenza annua connessa a questa novità è di 983 milioni. Sempre per le detrazioni viene sancito un limite di 3.000 euro massimo di spesa complessiva (escluse alcune spese come quelle sanitarie).
Ma vi sono anche altre disposizioni in deroga allo Statuto. Ad esempio, l’aumento dell’imposta dovuta sulle riserve matematiche dei rami vita delle assicurazioni che passano dallo 0,35 allo 0,5% già nel 2012 (poi passa “a regime” dal 2013 allo 0,45 per cento).
Anche la rivalutazione dei redditi dominicali ed agrari vale già per il periodo d’imposta 2012. Così come dal 2012 viene disposta l’abrogazione di alcuni regimi agevolativi per l’agricoltura, in particolare quello che concede alle società agricole di optare per la determinazione catastale del reddito. Stesso discorso per la norma che prevede già per il 2012, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, la rivalutazione del 15% (del 5% per gli agricoltori professionali) dei redditi dominicali ed agrari.
Nella legge di stabilità (articolo 12) sono inserite altre disposizioni che di fatto comportano un “aggravio” per situazioni già esistenti o maturate. È il caso dell’abrogazione della clausola di salvaguardia per le indennità di fine rapporto alle quali si applicavano finora, se più favorevoli, le aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006. Abolizione che opera, dunque, sui Tfr già maturati. Nell’ambito della disciplina che consente il riallineamento, mediante pagamento di un’imposta sostitutiva, dei minori valori fiscali ai maggiori valori contabili dell’avviamento e di altre attività immateriali iscritti a bilancio in seguito a conferimenti, fusioni e scissioni, viene cancellata la possibilità di pagare in tre rate. L’intero importo dell’imposta sostitutiva dovrà essere pagato entro il termine di scadenza dei versamenti del saldo dovuto per il periodo d’imposta 2012.
Se è vero, infine, che la riduzione dal 27,5 al 20% della deducibilità delle spese per l’auto aziendale entra in vigore dal periodo di imposta 2013 è anche vero che la novità ha efficacia anche nei confronti del parco veicoli circolante e non solo nei confronti delle nuove immatricolazioni.

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