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La rete vota per sconti fiscali più facili

di Cristiano Dell'Oste e Giovanni Parente

È stata l'idea più comune, e da ieri è anche la più votata. La possibilità di detrarre una parte delle spese sostenute – per invogliare i consumatori a chiedere lo scontrino e far emergere il nero – è in testa al sondaggio tra i lettori del Sole 24 Ore, con oltre il 65% di preferenze. E pazienza se, a rigor di logica, non è una vera semplificazione, ma una misura per aumentare il contrasto d'interessi tra evasori fiscali e cittadini "paganti". D'altra parte, quasi un terzo delle oltre 1.500 segnalazioni arrivate la scorsa settimana al sito del Sole chiedeva proprio questo: rendere il fisco più efficace, oltre che più semplice.
Tra gli interventi di vero snellimento burocratico, invece, i più quotati sono l'alleggerimento delle dichiarazioni dei redditi e l'eliminazione della soglia di 3mila euro per lo spesometro. Un'innovazione, quest'ultima, destinata a trovare spazio nel decreto sulle semplificazioni fiscali che il Governo varerà molto probabilmente la prossima settimana: il passaggio in Consiglio dei ministri era inizialmente previsto per oggi, ma il maltempo e altre necessità di approfondimento hanno allungato i tempi.
Il pacchetto giochi
Nel provvedimento allo studio, sarà inserita anche una stretta sui bookmaker illegali e, novità assoluta, sui giocatori, che rischieranno multe fino a 10 volte le puntate. Secondo le stime riportate ieri da Agipronews, dagli interventi sul gaming lo Stato potrebbe incassare circa 500 milioni di euro all'anno.
Nel mirino finiranno soprattutto i siti internet non autorizzati di casinò, scommesse e poker online (e non solo – come accade oggi – i bookmaker, gli intermediari e i provider internet). Questi stessi operatori, anche se i server sono all'estero, saranno puniti più duramente in caso di pubblicità, con la reclusione da tre a sei anni. E saranno sanzionate anche le società italiane che ospitano gli annunci.
Nel "pacchetto giochi" non ci saranno solo le multe, ma un incremento del prelievo erariale per i casinò e i tavoli da poker online: il tributo andrà dallo 0,6% all'1% della raccolta, mentre oggi è calcolato sul margine di profitto dell'operatore. E tra le ipotesi al vaglio del Governo c'è anche un incremento della tassazione sulle new slot e videolotteries, con un pagamento una tantum aggiuntivo per chiudere la querelle degli operatori storici.
Falsi e reddito d'impresa
Mentre il differimento del bollo sui capitali scudati finirà negli emendamenti al milleproroghe (si veda a pagina 19), ci sono altre misure fortemente indiziate per il decreto sul fisco: da quelle sulla contraffazione (depenalizzazione dei piccoli falsi e inasprimento delle sanzioni amministrative) a quelle sull'Imu (possibilità di pagare il primo acconto in base alle aliquote standard nazionali in attesa che i Comuni compiano le proprie scelte).
Di pari passo, però, procede anche la riscrittura della delega per la riforma fiscale, nell'ambito della quale dovrebbero rientrare alcune correzioni delle modalità di calcolo del reddito d'impresa, come le facilitazioni per scontare le perdite sui crediti e dedurre i costi per le forniture in Paesi black-list, oltre alla disciplina per definire i casi di abuso del diritto (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

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