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«La rete Telecom non va venduta»

MILANO — Il magnate egiziano Naguib Sawiris esce allo scoperto: per Telecom Italia propone un aumento di capitale da 3 miliardi di euro, aperto a tutti i soci e non dunque a lui riservato, a un valore di circa 0,7 euro per azione, un prezzo vicino a quello espresso attualmente dal mercato. Ma pone anche le condizioni: no allo scorporo della rete fissa, che sarebbe «una catastrofe. Se Telecom lo facesse, perderebbe l’unica cosa che la differenzia nel mercato delle tlc in Italia». Uno stop deciso a un progetto che però è allo studio del gruppo telefonico.
La partita sul futuro di Telecom Italia si fa dunque più calda, e novità potrebbero esserci a breve, ha ribadito ieri il presidente Franco Bernabè: «Al consiglio del 6 dicembre ci sarà un ampio dibattito ma molto conclusivo. Fortunatamente noi le decisioni le prendiamo». Insomma «non siamo in stallo». Al prossimo board la discussione dovrebbe riguardare l’eventuale scorporo della rete, l’ipotesi di acquisizione della brasiliana Gvt e l’offerta di Sawiris. Tutte partite inevitabilmente intrecciate e complesse. In questa situazione il mercato ha voltato ieri le spalle al titolo, sia per l’incertezza sugli scenari sia per il raffreddarsi dell’appeal speculativo legato alle ipotesi di scorporo della rete osteggiata da Sawiris. Telecom Italia ha chiuso a 0,67 euro, -3,2%, anche per le indiscrezioni sul possibile slittamento della cessione di La7 (-5,2% Ti Media a 0,15 euro).
L’ex azionista di Wind ha scelto la strada di un’intervista alla Reuters per lanciare il suo messaggio ai soci di Telecom, a cominciare da Telco — la holding al 22,4% dentro il gruppo telefonico controllata da Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo — fino alla spagnola Telefonica. «Abbiamo la volontà di partecipare all’aumento di capitale ma gli azionisti devono fare la scelta di non diluirsi e unirsi nel mettere i soldi. Se non vogliono farlo, noi arriviamo e li sostituiamo», ha detto Sawiris dopo che ha visto respinta dai soci Telco la proposta di una ricapitalizzazione della holding. Il problema è che i soci hanno le azioni Telecom in carico a 1,5 euro, praticamente il doppio del livello al quale il finanziere egiziano vuole entrare. E anche Marco Fossati, azionista al 5% di Telecom con Findim, ritiene che l’offerta sarebbe interessante a circa 1,5 euro.
La strategia di Sawiris è definita: l’aumento di capitale «contribuirà a dare a Telecom una struttura finanziaria più stabile e ne favorirà la crescita in America Latina e in Brasile». Proprio i mercati nei quali Telecom Italia e Telefonica sono in competizione. «Ho incontrato gli spagnoli, la mia impressione è che siano in conflitto. Sono contenti di dove sono oggi, tenendo Telecom in ostaggio ed evitando che cresca in America Latina». Non ci sarebbero stati invece contatti diretti con Telecom Italia dopo la lettera con l’offerta inviata due settimane fa. Ma gli advisor (Rothschild per Telecom, Lazard per l’egiziano) sarebbero comunque al lavoro.

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