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La rete di imprese è autonoma

Le «reti-soggetto» sono un’entità giuridica a sé stante. Anche ai fini tributari. Pertanto la rete deve pagare Ires e Irap, è dotata di un’autonoma partita Iva ed è tenuta agli obblighi contabili fissati dal dpr n. 600/1973. Gli aspetti operativi differiscono lievemente a seconda che la rete svolga in prevalenza attività commerciali o meno, ma la sostanza non cambia. I rapporti tra le imprese partecipanti e la rete sono equiparati a quelli di natura partecipativa che intercorrono tra società e soci. Ad affermarlo è l’Agenzia delle entrate, che con la circolare n. 20/E di ieri ha fornito ulteriori chiarimenti sui contratti di rete introdotti dal dl n. 5/2009. La ragione delle precisazioni, aggiuntive rispetto a quelle già diffuse con la circolare n. 15/E del 2011, sta nelle modifiche apportate all’istituto dai due decreti crescita (dl nn. 83/2012 e 179/2012), che hanno previsto espressamente la possibilità per alcuni contratti, a determinate condizioni, di acquisire la soggettività giuridica. La scelta, se possibile, è facoltativa. Le Entrate precisano che l’acquisizione dell’autonomia, inclusa quella tributaria, non è mai automatica ed è subordinata all’iscrizione in camera di commercio al registro delle imprese.

Reti-soggetto. In caso di opzione, ferma restando la soggettività delle imprese aderenti al contratto, la rete diventa un’entità separata. Ai fini fiscali, va inquadrata tra gli enti diversi dalle società, ai sensi dell’articolo 73, comma 2 del Tuir. La partecipazione al fondo patrimoniale comune da parte delle imprese aderenti deve essere trattata, ai fini contabili e tributari, come un conferimento in società. E poiché le società che costituiscono la rete non si impegnano a realizzare «direttamente» gli investimenti previsti dal programma comune, ma conferiscono capitale in un soggetto «distinto», risulta preclusa l’agevolazione fiscale sugli utili (art. 42, comma 2-quater del dl n. 78/2010).

Reti-contratto. Con riferimento alla fattispecie più tipica dei contratti di rete, invece, i diritti e gli obblighi (inclusi quelli fiscali) restano in capo alle imprese che aderiscono all’accordo. Nel contratto di rete «puro» non c’è autonoma giuridica della rete. I costi e i ricavi sono deducibili o imponibili dai singoli partecipanti secondo le ordinarie regole tributarie.

Detassazione utili. La circolare offre ulteriori chiarimenti sulla sospensione d’imposta sugli utili istituita nel 2010. Per fruire dell’agevolazione le somme devono essere accantonate ad apposita riserva e destinate a realizzare gli investimenti previsti dal programma comune di rete (preventivamente asseverato) entro l’anno successivo. Tale beneficio non contrasta con i regimi speciali di tassazione applicabili agli utili delle società cooperative. Riguardo all’asseverazione, le Entrate ritengono necessario il rinnovo «ogni qualvolta si verifichino eventi tali da comportare una modifica al programma di rete precedentemente asseverato» (per esempio ulteriori apporti al fondo comune o variazioni nella compagine). Infine, in caso di impiego soltanto parziale degli utili agevolati «l’impresa decade dall’agevolazione per l’intero importo degli utili sospesi», salvo che non riesca a provare cause di forza maggiore o in grado di giustificare il mancato utilizzo di denaro.

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