Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La responsabilità sui debiti segue il ramo ceduto

Nelle operazioni di conferimento, di beni o di aziende, resta equivoca la responsabilità del soggetto conferitario sulle passività non estinte dal soggetto conferente. È bene, inoltre, verificare le conseguenze sul conferitario dei reclami del creditore del conferente. In assenza di una specifica disciplina del conferimento, infatti, sulla questione la dottrina maggioritaria ritiene applicabili le stesse regole del contratto di cessione, a seconda dei casi.
Incognita revocatoria
Quali rischi incombono sul soggetto conferitario in materia di responsabilità solidale con il conferente per passività non estinte da quest’ultimo?
L’analogia con il contratto di vendita permette di affermare che tra le obbligazioni del conferitario (compratore) non vi è alcuna responsabilità sui debiti non estinti dal cedente. In caso di conferimento di un bene, che il conferente aveva precedentemente acquistato senza corrispondere il prezzo al cedente, non risulta che il soggetto sub-acquirente (nel nostro caso il conferitario) possa essere aggredito dal creditore del conferente (articoli 1498 e 1499 del Codice civile). Va esclusa, quindi, una possibile azione verso lo stesso conferitario.
Resta, tuttavia, un problema decisamente rilevante, che potrebbe coinvolgere il conferitario: l’azione revocatoria ordinaria (ex articolo 2901 del Codice civile) esercitabile dal creditore per ottenere la dichiarazione di inefficacia del conferimento. In questo caso al creditore è sufficiente dimostrare che il proprio debitore (il conferente) fosse a conoscenza del pregiudizio che l’atto di conferimento arrecava alle ragioni creditorie. Su questo punto la giurisprudenza (Cassazione 10359/96 e Corte d’appello di Milano del 3 settembre 1991) ha ritenuto che, perché ricorrano le condizioni per l’esercizio dell’azione, è sufficiente il mero fatto che il creditore incontri ostacoli ad incassare il credito in ragione della dismissione del bene per effetto del conferimento, senza la necessità di dimostrare un particolare intento fraudolento del conferente o del conferitario.
Il ramo d’azienda
La seconda analisi riguarda il conferimento dell’insieme di beni organizzato in forma di azienda o ramo di azienda. L’assimilazione del conferimento alla cessione porta a ritenere che questa ipotesi sia disciplinata dall’articolo 2560, comma 2 del Codice Civile, che sancisce la responsabilità del conferitario (acquirente) in relazione ai debiti del conferente (cedente) iscritti nei libri contabili obbligatori. Questi ultimi, in base alla Cassazione 2108/1994, sono solo il libro giornale e il libro inventari, non i registri Iva. Nel dettaglio, la norma stabilisce che «…nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente…».
Un ulteriore limite, quindi, alla responsabilità del conferitario (acquirente) è rappresentato dal fatto che si tratti di debiti relativi al ramo di azienda trasferito, e non semplicemente debiti del conferente. Questa precisazione assume particolare rilevanza se si pensa ad un doppio conferimento in cui la conferente trasferisca due diversi rami di azienda a due diversi soggetti conferitari: in tal caso la prima conferitaria non può essere chiamata a rispondere di debiti afferenti il ramo d’azienda trasferito alla seconda.
Si delinea così un atteggiamento diverso nei confronti della della responsabilità della società beneficiaria del trasferimento di ramo d’azienda da un lato in caso di semplice conferimento, dall’altro nell’ambito di una scissione societaria. In quest’ultima ipotesi, infatti, la società beneficiaria viene ad assumere una responsabilità solidale per i debiti non estinti dalla società scissa (in base all’articolo 2506 quater, ultimo comma, del Codice civile). Questa responsabilità opera certamente nei limiti del valore del ramo d’azienda assegnato, ma indipendentemente dal fatto che i debiti siano specificamente riferibili a quel ramo di azienda o, piuttosto, al ramo di azienda assegnato ad altra società beneficiaria o rimasto alla società scissa.
Conferimenti a due soggetti
È sempre possibile, infine, che il conferimento di rami di azienda destinato a due soggetti diversi sia suscettibile di azione revocatoria ordinaria. Peraltro la previsione di una esplicita responsabilità (ex articolo 2560, comma 2, Codice civile) della conferitaria – a differenza di quanto avviene in caso di conferimento di singolo bene – è elemento che oggettivamente tende a ridurre il fattore “consapevolezza del pregiudizio”, presupposto necessario per l’efficace esercizio della stessa azione revocatoria.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa