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La residenza è dove si decide

di Diego Avolio e Benedetto Santacroce

Le risposte fornite dal l'agenzia delle Entrate nel l'ambito del procedimento aperto dinanzi la Commissione Europea sulla lamentata illegittimità comunitaria della normativa interna in materia di "esterovestizione" rappresentano un passo comunque importante per fare chiarezza su quelli che dovrebbero essere considerati utili elementi per comprovare l'effettiva residenza fiscale di un soggetto estero.

In disparte, per un attimo, il merito della questione che aveva portato l'Aidc a sottoporre al vaglio della Commissione Europea la normativa in materia di "esterovestizione", contenuta all'articolo 73, commi 5-bis e 5-ter del Tuir, deve darsi atto all'agenzia delle Entrate di avere cercato di "fare luce" in un difficile ambito, in cui gli accertamenti degli Uffici, più in generale in materia di residenza fiscale, si sono basati su elementi di fatto talune volte "suggestivi".

L'agenzia delle Entrate ha specificato che le richiamate norme del Tuir non opererebbero mai isolatamente ma costituirebbero piuttosto il punto di partenza «per una verifica più ampia, da effettuarsi in contraddittorio con l'amministrazione finanziaria, sull'intensità del legame tra la società e lo Stato estero e tra la medesima società e l'Italia».

Più in generale, l'auspicio per il futuro è che le verifiche in tema di residenza fiscale dei soggetti esteri – non solo quelle di cui all'articolo 73, comma 5-bis, del Tuir – siano effettivamente volte a sconfessare quelle strutture estere fittizie, costituite senza alcuna valida ragione economica, senza per questo pregiudicare la possibilità per il contribuente di accompagnare la propria reale espansione all'estero.

A questi fini, va sicuramente salutato con favore l'impegno dichiarato delle nostre autorità fiscali di attivare preventivamente l'assistenza amministrativa o la procedura amichevole prevista dalle singole convenzioni contro le doppie imposizioni, per accertare la effettiva localizzazione all'estero del place effective of management della società (luogo in cui vengono prese le principali decisioni di tipo gestionale e commerciali per la conduzione dell'insieme dell'attività dell'impresa).

È peraltro opportuno che tale impegno venga profuso dal l'agenzia delle Entrate, non solo per le verifiche "assistite" dalla presunzione di residenza di cui all'articolo 73, comma 5-bis, del Tuir, ma più in generale per tutte le verifiche in materia di residenza fiscale, dando conto al contribuente e ai giudici della risposta fornita dall'altro Stato estero, circa l'effettiva residenza della società.

Sempre in tema di elementi che possono essere spesi dal contribuente a supporto della bontà delle proprie tesi, va infine sottolineato che l'agenzia delle Entrate ha circostanziato quelli che sono gli elementi di fatto ritenuti validi per sostenere l'effettiva localizzazione all'estero della società, in termini di effettiva amministrazione della stessa fuori dal territorio dello Stato italiano. A questi particolari fini, sembrano definitivamente abbandonate le eccezioni pure svolte da taluni Uffici, circa la "strumentalità" dei documenti versati in giudizio in contenziosi di questo tipo, quali ad esempio i biglietti aerei e le ricevute degli alberghi attestanti gli spostamenti dei consiglieri per partecipare alle riunioni del Consiglio di amministrazione. Il tutto per dimostrare che le decisioni strategiche della società, in disparte la provenienza e la residenza degli amministratori, vengono comunque prese collegialmente all'estero. Diversamente, il semplice fatto che le "persone chiave" di una società estera fossero italiane costituirebbe elemento indissolubile di collegamento territoriale con il nostro Paese. Ciò che conta è, piuttosto, dove tali decisioni strategiche vengono collegialmente prese, come tali attribuibili alla società di cui deve decidersi la residenza fiscale in Italia, piuttosto che all'estero. I chiarimenti forniti dall'agenzia delle Entrate alla Commissione Europea paiono confermare definitivamente la validità di tali prove.
 

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